WALL STREET CHIUDE BENE, BASSI I VOLUMI

1 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Nonostante una partenza fiacca, i mercati americani chiudono in discreto rialzo la prima seduta del mese di giugno, anche se al di sotto dei massimi di giornata. Bassi i volumi di scambio.

Il Nasdaq Composite mette a segno un guadagno di oltre l’1,8%, trainato da un rinnovato ottimismo per il settore high tech, mentre il Dow Jones si riavvicina all’importante soglia degli 11.000 punti.

Il Nasdaq ha chiuso a 2.149,44 (+1,85%), il Dow Jones a 10.990,41 (+0,72%), l’ S&P 500 a 1.260,67 (+0,39%) e il Russell 2000 a 501,72 (+1,05%).

Il tabellone elettronico e’ riuscito a beneficiare delle ottime performance di XO Communications (XOXO – Nasdaq) e di Palm (PALM – Nasdaq). Quest’ultima, nel pomeriggio, ha annunciato ulteriori tagli ai costi.

A contribuire alla spinta positiva sul settore high tech sono stati i commenti positivi di Robertson Stevens su Intel (INTC – Nasdaq), il primo produttore al mondo di semiconduttori.

Gli analisti della banca d’affari sostengono che la domanda nell’industria delle schede madri si stia stabilizzando dopo una caduta nei primi giorni di maggio e che gli ordini per i processori Intel siano aumentati nelle ultime due settimane.

Il commento della banca d’affari Robertson Stephens su Intel ha controbilanciato l’effetto negativo seguito alla diffusione del dato relativo all’indice dei manager americani responsabili degli ordini di acquisto per le aziende (NAPM, National Association of Purchasing Management), sceso in maggio a quota 42,1 contro i 43,2 di aprile.

Un sondaggio, condotto dall’agenzia di stampa Dow Jones insieme alla rete televisiva CNBC sugli economisti di Wall Street, aveva anticipato una crescita del dato a 43,5.

La cattiva perfomance del NAPM aveva, a sua volta, azzerato l’entusiasmo derivante dal rapporto sullo stato del mercato del lavoro, che mostra per maggio un tasso di disoccupazione contenuto al 4,4%, in ribasso rispetto ad aprile e al di sotto delle aspettative del mercato.

Ed e’ proprio dopo la diffusione dei dati sull’occupazione negli USA che gli economisti hanno iniziato a fare previsioni piu’ accurate rispetto alle prossime manovre della Federal Reserve in materia di costo del denaro.

Ned Riley, chief investment strategist presso State Street Global Advisor, e’ convinto per esempio che il rapporto sul mercato del lavoro USA abbia deluso molti investitori, desiderosi di avere conferme sul deterioramento dell’economia americana e su eventuali prossimi tagli ai tassi da parte della Federal Reserve.

Tali aspettative – dice Riley – sembravano evidenti dopo la continua crescita registrata dai dati settimanali sui sussidi di disoccupazione, ma gli indicatori diffusi oggi danno una panoramica diversa.

Secondo l’analista, la paura e il disappunto dipendono dal fatto che i dati odierni potrebbero trattenere la Federal Reserve dall’intraprendere ulteriori manovre aggressive sul costo del denaro.

Nonostante cio’, Riley rimane persuaso che agli occhi di Alan Greenspan e dei suoi colleghi del Federal Open Market Committee (FOMC) – l’organo responsabile della politica monetaria del Paese – la disoccupazione resti in un trend di crescita e che questo potrebbe minare la fiducia dei consumatori americani.

“Credo che la banca centrale USA debba approvare ulteriori tagli ai tassi d’interesse anche dopo il meeting del 27 giugno prossimo; i dati anticipano una riduzione del costo del denaro di 25 punti base se non addirittura di 50 punti per giugno e personalmente auspico altri due tagli nella seconda meta’ dell’anno in modo da stimolare appieno l’economia e stabilizzarla”.

Concorda Anthony Crescenzi, capo analista della sezione Capital Markets alla boutique finanziaria Miller Tabak, secondo cui agli occhi della Fed, i dati rimangono abbastanza deboli da giustificare un altro taglio di un quarto di punto percentuale in occasione dell’incontro di giugno.

L’analista ipotizza ulteriori riduzioni qualora altri rapporti economici dovessero mostrare debolezza.

Significativo anche il commento di Subodh Kumar, investment strategist di CIBC World Markets: “Siamo in una fase di transizione dove le notizie migliori sull’economia e sugli utili possono avere un effetto piu’ benefico dei tagli dei tassi d’interesse fatti dalla Federal Reserve”.

Sui listini in generale, hanno mostrato una tendenza al rialzo i settori semiconduttori, sanita’, oro, edilizio, telecom.

In ribasso, invece, i comparti chimico, aereo, assicurativo, trasporti, gas naturale, ristorazione.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1) Mpower Communications (MPWRP – Nasdaq) +36,33%;
2) Transgene (TRGNY – Nasdaq) +35,26%;
3) Metro International (MTROA Nasdaq) – +31,48%;
4) Alteon (ALT – Amex) +27,12%;
5) Bradley Pharmaceuticals (BPRX – Nasdaq) +24,06%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1) Immune Response (IMNR – Nasdaq) -55,51%;
2) IDT (IDT – Nyse) -43,93%;
3) EMEX (EMEX – Nasdaq) -21,36%;
4) USG (USG – Nyse) -19,98%;
5) Bio-Reference Laboratories (BRLI – Nasdaq) -16,36%.

Tra i principali titoli in movimento a Wall Street:

Nel settore chimico:

Il colosso chimico Du Pont (DD – Nyse) ha fatto sapere questa mattina che la seconda meta’ dell’anno dovrebbe essere peggiore delle attese e quindi si apprestera’ a tagliare piu’ posti di lavoro di quanto precedentemente anticipato. Nelle contrattazioni, Du Pont ha perso circa lo 0,75%.
(Vedi
Chimica: Du Pont prevede ulteriori licenziamenti
)

Nel settore infrastrutture per le tlc:

Secondo la rete televisica Bloomberg, Lucent Technologies (LU – Nyse) ha ricevuto un’offerta di oltre $4 miliardi per la divisione fibre ottiche sia da parte di Pirelli che di Alcatel (ALA – Nyse). Pirelli ha poi smentito di aver mai formalizzato un’offerta. Oggi Lucent guadagna quasi l’1,5%, Alcatel circa l’1%.

Novellus Systems Inc (NVLS – Nasdaq)
ha conquistato il 5,25% dopo aver detto, giovedi’ sera, che riuscirà a raggiungere gli obiettivi stabiliti per il secondo trimestre. (Vedi Piazza Affari: STM non segue la corsa di Novellus)

Nel settore chip:

Altera Corp. (ALTR – Nasdaq)
e’ in rialzo di oltre il 4,5% dopo che a mercati chiusi, giovedi’ sera, ha detto che le proprie vendite caleranno più del previsto quest’anno.
(Vedi Chip: Lehman Brothers pessimista sul settore )