Wall Street cerca di rifarsi, aiutata dal calo dei prezzi del petrolio

25 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Nonostante l’avvio di seduta ben intonato, a New York si prospetta tuttavia la peggiore settimana degli ultimi sei mesi. Confermato il tono positivo visto negli altri mercati dall’altra parte dell’oceano malgrado la delusione per la revisione al ribasso della crescita economica interna americana nel quarto trimestre del 2010. Il Dow guadagna lo 0,3%, il Nasdaq lo 0,8% e l’S&P o 0,5%.

A livello settoriale si mettono particolarmente in luce i gruppi di beni al consumo discrezionali e i finanziari, forti di progressi superiori all’1%. Per contro, i comparti piu’ difensivi come utility e health care sono in marginale rialzo. Continua l’alta volatilita’ di prezzo sul settore energetico. Dopo essersi arrampicati sui massimi di due anni sopra i $103 al barile meno di 36 ore fa, i futures sul greggio si riportano su “livelli piu’ umani”, in area $97, sostanzialmente invariati rispetto alla chiusura di ieri.

Le cifre economiche finora annunciate sono state deludenti, con il PIL che negli ultimi tre mesi dell’anno ha registrato una crescita inferiore rispetto a quella precedentemente comunicata. La seconda lettura ha evidenziato infatti un risultato di +2,8% contro il +3,2% del dato preliminare e contro il +3,3% delle attese.

A pesare e’ stata la revisione al ribasso al 4,1% dal 4,4% delle spese al consumo, che come e’ risaputo, rappresentano circa il 70% della crescita americana. Le spese di governi locali e stati sono anch’esse risultate inferiori a quanto precedentemente comunicato. Tra pochi minuti si conoscera’ l’aggiornamento sulla fiducia del Michigan.

In ambito di notizie societarie, le trimestrali di Gap (GPS) e J.C. Penney (JCP) hanno sorpreso in positivo. Mentre Netflix cede quota dopo le notizie riguardanti la nascita di un servizio rivale da parte di un colosso dell’hi-tech.

Dopo uno scivolone iniziale, in risposta alla delusione per i dati sul PIL degli ultimi tre mesi dell’anno scorso, i listini si sono stabilizzati e hanno ripreso a salire di quota.

Il mercato viene da tre sedute consecutive in ribasso, ma ieri le perdite si sono attenuate decisamente sul finale di seduta con il Nasdaq che ha chiuso in positivo. Ad offrire un contributo al miglioramento ci ha pensato il calo dei prezzi del petrolio, sui dubbi circa il potere di leadership rimasto in mano al colennello libico Muammar Gheddafi, ormai rinchiuso in un bunker nella capitale Tripoli.

Inoltre l’Agenzia Internazionale dell’Energia e l’Arabia Saudita hanno promesso che si impegneranno a colmare il gap lasciato a aperto dall’interruzione a gran parte delle esportazioni ordinato dalla Libia in seguito allo scoppio delle rivolte.

Di sicuro gli investitori non hanno perso di vista gli sviluppi sul fronte del petrolio. “I mercati incominceranno a fare piu’ attenzione ai sondaggi sui consumi e sulle attivita’ aziendali per vedere quale sara’ l’impatto dell’impennata dei prezzi del greggio”, osserva Jim Reid, strategist di Deutsche Bank, in una nota agli investitori riportata da Marketwatch.

“I nostri economisti americani hanno quantificato che ogni incremento di un penny dei prezzi della benzina vale circa $1 miliardo di consumi energetici da parte delle famiglie americane. Pertanto un aumento di $10 nel valore del greggio si traduce in $25 miliardi di spese aggiuntive per le famiglie”.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures con scadenza aprile del greggio scambiano in calo dello 0,04% a $97,24 il barile. I contratti con scadenza aprile dell’oro cedono lo 0,61% a $1.407,2 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro arretra dello 0,39% a $1,3746. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,45%, in progresso di 0,2 punti base.