Wall Street cede oltre 1%, paga asta Spagna e dubbi Fed

4 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La miscela negativa costituita dai risultati deludenti dell’asta spagnola e dalle prospettive di un 2012 senza ulteriori misure di sostegno di politica monetaria in Usa fa sentire il suo peso sul morale degli operatori di borsa. E’ cosi’ che dopo Wall Street termina un’altra giornata in negativo. E lo fa con cali superiori a un punto percentuale.

In chiusura il Dow perde -124,80 punti (-0,95%) a 13.074,75 punti, il Nasdaq -45,48 punti (-1,46%) a 3.068,09, mentre l’S&P500 -14,42 punti (-1,02%) a 1.398,96 punti.

Dow Jones schiacciato dai cali pesanti di Bank of America (-3,06%) e JP Morgan (-2,22%). L’indice CBOE della volatilita’ – considerata la misura piu’ attendibile della paura che aleggia sui mercati – fa un balzo sopra quota 17 dai 15 della vigilia.

Tutti i dieci settori principali sono in rosso. Nemmeno il settore hi-tech, favorito nelle ultime sedute dalla corsa dei titoli Apple, viene risparmiato. Yahoo! ha annunciato che tagliera’ 2.000 posti di lavoro, pari al 14% della forza lavoro.

Tracollo delle quotazioni dell’oro, che riducono cosi’ il rialzo annuale a poco piu’ del +12%.

Euro scende in area $1,31 sul dollaro, indebolito dalle parole del numero uno della Bce, Mario Draghi. L’istituto centrale ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse guida al minimo storico dell’1,00%.

Gli investitori speravano di ricevere ulteriori segnali di ripresa dal settore dei servizi, dopo i dati positivi giunti dal mercato del lavoro e dal business automobilistico. Ma le cifre pubblicate non aiutano: in marzo l’indice ISM non manifatturiero e’ sceso a quota 56 dai 57,3 di febbraio e contro il 56,7 previsto.

Dopo aver superato quota 15 milioni (al tasso annuale che tiene conto della variazioni stagionali) per la prima volta da inizio febbraio, il numero di veicoli venduti negli Stati Uniti si e’ leggermente ridotto in marzo a 14,4 milioni.

Nei primi tre mesi del 2012 le vendite sono state in media paria a 14,6 milioni e l’impressione e’ che l’industria si avvia a battere le stime di 13,7 milioni di media per il 2012. Finora le vendite sono in rialzo del 13% da inizio anno rispetto al 2011.

Intanto prosegue la ripresa del lavoro: le imprese private hanno assunto 209 mila posti di lavoro nel mese di marzo. Questo prima di conoscere le cifre sulle nuove richieste di sussidio settimanali (domani) e il report governativo mensile. Le attese in questo caso sono per la creazione di 200 mila posti di lavoro e per un tasso di disoccupazione invariato all’8,3%.

Dalla Bce parole che una strategia di uscita dalle misure di allentamento e’ prematura, ma l’attenzione da qui alla fine dal 2012 sara’ incentrata anche sul pericolo inflativo, con pressioni al rialzo che tenderanno a prevalere da qui a dicembre. Segnalato inoltre il rischio di un peggioramento dell’outlook economico. L’inflazione a breve e’ stata calcolata al 2,6%, contro il 2,7% dell’ultima riunione. Le previsioni della Bce sono per un livello dei prezzi al consumo sopra il 2% per il 2012, ma sotto quella soglia nel 2013.

Il tutto dopo che la banca centrale americana ha fatto capire che non ci saranno nuove misure straordinarie di politica monetaria volte ad alimentare la ripresa.

Le minute della Federal Reserve pubblicate ieri e relative al meeting del 13 marzo hanno inflitto un duro colpo ai mercati e portato in forte ribasso l’azionario asiatico ed europeo in giornata, oltre a portare Wall Street a chiudere in negativo una giornata nervosa.

Intanto la Spagna ha collocato titoli con scadenza nel gennaio del 2015 per un valore di 1,1 miliardi di euro a un tasso al 2,890%, superiore al 2,440% precedente e con un bid to cover a 2,41, decisamente più basso rispetto ai 4,96 precedenti. Il costo per assicurarsi per cinque anni contro un default del debito spagnolo e’ salito di 18 punti base a quota 457, i massimi livelli dal 28 novembre.

Sugli altri mercati le materie prime continuano ad estendere i sell, anche a causa della forza del dollaro, che pesa soprattutto sui metalli, industriali e preziosi.

In ambito valutario valutario, l’euro scende nei confronti del dollaro a $1,3139, cedendo sullo yen a JPY 108,31. Nei confronti della valuta nipponica, l’euro testa i minimi delle ultime tre settimane. Rapporto dollaro/yen a JPY 82,42.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in calo a $101,47 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in decisa flessione a $1.614,10 l’oncia. Il forte sell off sul metallo prezioso è alimentato proprio dallo smorzarsi delle speranze sull’arrivo di un QE3 da parte della Fed. Le quotazioni dell’oro hanno iniziato infatti a scivolare subito dopo la pubblicazione delle minute. Quanto ai Treasuries, i rendimenti sul decennale cedono 5,4 punti base al 2,223%.