Wall Street cede -2%. Il “nein” tedesco frena l’entusiasmo

17 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Si intensificano le vendite a Wall Street, con i listini azionari americani che cedono oltre l’2% in chiusura.

Il Dow termina la seduta in ribasso di 247,49 punti (-2,13%) a 11.397. S&P500 giù di 23,72 (-1,94%) a 1.200,86, mentre il Nasdaq lascia 52,93 punti (-1,98%) a 2.614,92.

L’indice Empire manifatturiero e’ risultato inferiore alle attese, registrando una contrazione a -8,5 punti in ottobre. Meglio la produzione industriale, in linea con le stime.

Intanto gli Stati Uniti sono nel pieno della stagione degli utili: dopo le trimestrali di Citigroup, Halliburton e Wells Fargo, hanno deluso le cifre di IBM. Wells Fargo cede il 5,3% dopo aver pubblicato utili in linea con le attese. Citi fa un balzo del 2,2% dopo aver riportato utili in rialzo del 74%, che le hanno permesso di battere le previsioni.

Notizie di rilievo sul fronte M&A: El Paso mette a segno il rialzo piu’ significativo sull’S&P 500 con un +30% circa dopo che Kinder Morgan ha annunciato che rilevera’ il gruppo del gas naturale. Messi sul tavolo $21,1 miliardi in contanti e azioni. Il colosso che nascera’ dalla fusione dei due gruppi costituira’ la rete di gas naturale maggiore degli Stati Uniti.

Il governo tedesco ha inflitto un brutto colpo alle speranze per una risoluzione dei problemi del debito. Il ministro delle Finanze Wolfgang Schauble ha annunciato che il prossimo meeting del 23 ottobre non servira’ a trovare una soluzione definitiva alla crisi in Europa.

Sul fronte valutario, occhio all’euro, dopo che la valuta unica ha vissuto la migliore settimana dal mese di gennaio. In mattinata la moneta unica è arrivata a superare quota $1,39; tuttavia nel pomeriggio ha ritraccia nei confronti del dollaro sfondando al ribasso anche quota $1,38, e attestandosi a $1,3732. L’euro scende anche nei confronti del franco svizzero a CHF 1,2345 e inverte la rotta anche contro lo yen a JPY 105,48.

Intanto, sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio puntano verso il basso scendendo a quota $86,38 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano a $1.676,60.