Wall Street cauta

5 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street apre la seduta in territorio leggermente negativo. Poteva andare peggio, considerato l’andamento dei futures di un’ora e mezzo fa. Le perdite contenute sono legate al dato sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore privato a decembre: registrato un record storico al rialzo. Battute le stime.

Le buone notizie riguardanti il mercato del lavoro non sono finite: il numero di licenziamenti annunciati dalle societa’ americane nel corso del 2010 e’ sceso del 59% sul 2009. Mentre per la prima volta in tre anni la maggioranza degli amministratori delegati delle piccole aziende ha detto di avere pianificato assunzioni nel 2011. Il quadro verra’ completato venerdi’ con il Rapporto del lavoro governativo relativo al mese di dicembre.

Gli operatori ora aspettano indicazioni dagli altri dati macro previsti per la giornata, mentre l’euro continua a soffrire dopo l’esito dell’asta di titoli di stato del Portogallo, dove si e’ assistito a un forte balzo dei rendimenti. Questo e’ segno che la crisi del debito sovrano Ue e’ tutt’altro che finita. Lo dimostra il fatto che sia schizzato ai massimi storici il premio di rendimento pagato dai titoli decennali della Grecia rispetto ai titoli di stato tedeschi. Lo spread tra i bond ellenici e il bund e’ balzato sulla piazza di Londra a 974 punti base. Come se non bastasse la Banca centrale della Svizzera ha detto di non accettare piu’ come garanzia i titoli di stato irlandesi.

Il tutto avviene all’indomani della pubblicazione delle Minute della Federal Reserve, relative alla riunione del 14 dicembre. I funzionari della banca centrale hanno visto segnali di crescita economica, ma hanno anche ravvisato pericoli rappresentati dalla crisi del debito sovrano europeo e dai due soliti anelli deboli della catena economica americana del post-recessione: immobiliare e occupazione.

Nel frattempo la Cina, che ha confermato il proprio impegno ad acquistare titoli di stato europei, in particolare spagnoli ha comunicato di volere fare apprezzare lo yuan contro il dollaro del 5% nel corso del 2011, al fine di frenare la crescita dell’inflazione.

L’indice benchmark cinese, lo Shanghai Composite Index, ha perso lo 0,5% a 2,838.59, mentre l’Hang Seng Index a Hong Kong ha ceduto lo 0,4% a 23,757.82. In Giappone il Nikkei 225 perso 17,33 punti, o lo 0,2%, a 10,380.77. In Corea del Sud il Kospi ha segnato -0,1% a 2,082.55. In Australia l’S&P/ASX 200 ha visto un -0,6% a 4,714.90. Le borse in Europa, pur avendo recuperato parzialmente terreno in scia a Wall Street, restano in territorio negativo.

Sugli altri mercati, i futures sul petrolio con consegna febbraio del petrolio, ieri in ribasso del 2,4% a $89,38 il barile, cedono lo 0,74% a $88,72. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro segna -0,66% a $1.369,70 dopo la flessione della seduta scorsa pari al 3,2% a quota $1.378,80. Sul fronte valutario l’euro e’ in contrazione dell’1,23% a quota $1,3143. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale si trova al 3,4280% dal 3,346% di ieri.