Wall Street cauta in attesa Beige Book

3 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Timidamente positiva al giro di boa la borsa americana, in attesa della diffusione del Beige Book della Fed stasera alle 20.00 ora italiana. I mercati a stelle e strisce hanno beneficiato, anche se non in ampia misura, di alcune statistiche macro a stelle e strisce incoraggianti sul settore servizi e sul mercato del lavoro. In particolare a febbraio l’indice ISM non manifatturiero americano è salito a 53 punti dai 50,5 di gennaio e contro i 51 del consensus. Si tratta del livello più alto da gennaio 2008. Relativamente al mercato del lavoro, gli occupati ADP a febbraio hanno evidenziato un calo di 20.000 unità, più o meno in linea con le attese, segnando il venticinquesimo declino consecutivo. Secondo il rapporto Challenger Gray & Christmas, invece, le principali società statunitensi a febbraio hanno annunciato licenziamenti per circa 42.090 unità contro i 71.482 esuberi dello scorso mese (-41%) ed i 186.350 di febbraio 2009 (-77%). Si tratta del livello minimo dal 2006. Il clima è sereno visto anche il finale al rialzo dell’Europa, dopo l’annuncio del piano di austerità della Grecia da 4,8 miliardi di euro per ridurre il deficit. Il Dow Jones mostra un rialzo dello 0,32%, l’S&P500 un incremento dello 0,41% ed il Nasdaq una plusvalenza dello 0,24%. Molti i temi di M&A che hanno movimentato il mercato. Da segnalare il balzo di Novell sull’offerta da 1 miliardo di dollari da parte del fondo hedge Elliott & Associates. Traducendo gli azionisti Novell potranno avere 5,75 dollari per ogni titolo apportato all’offerta. Effervescente SouthWest Water al Nasdaq dopo l’offerta lanciata da un gruppo d’investimento guidato da J.P. Morgan Asset Management e Water Asset Management che valorizzerebbe il gruppo 275 milioni di dollari, o 11 dollari per azione. Non si smuove invece il titolo Pfizer, che secondo indiscrezioni starebbe valutando un’offerta da 3 miliardi di euro (4,1 miliardi di dollari) per il produttore di medicinali generici tedesco Ratiopharm, sul quale avrebbe messo gli occhi anche Teva Pharmaceutical.