Wall Street: calma in attesa di test importanti in Europa

11 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Seduta praticamente piatta per Wall Street, in attesa di maggiori segnali dall’Europa. Saranno due giorni importanti in cui gli investitori guarderanno con attenzione alle aste dei bond di Italia e Spagna, e alla decisione di politica monetaria della Banca centrale europea.

In chiusura il Dow Jones perde 13,02 punti (-0,10%) a 12.449,45, l’S&P500 sale di 0,40 punti (+0,03%) a 1.292,48, mentre il Nasdaq avanza di un più abbondante 8,26 punti (+0,31%) a 2.710,76.

Nel Beige Book la Federal Reserve ha confermato il miglioramento dell’economia Usa lo scorso mese, nonostante le assunzioni si siano rivelate deboli e il settore immobiliare rimanga stagnante.

Intanto, giunti segnali contrastanti dai presidenti delle varie Fed, sulla possibilità o meno di un nuovo programma di acquisti di bond.

Dollaro favorito dal calo dell’euro, dopo le parole allarmistiche pronunciate da un’analista senior di Fitch, secondo cui la Bce deve intervenire sul mercato secondario acquistando bond italiani, se si vuole evitare un cataclisma della moneta unica.

I rendimenti dei Treasury tornano al di sotto del 2%, con gli investitori cauti in attesa delle decisioni di politica monetaria della Bce e delle aste di Spagna e Italia.

In ambito societario, Microsoft in calo negli scambi tedeschi, dopo l’annuncio di aver ridotto le stime sul settore, sulla vendita di Personal Computer nel quarto trimestre 2011.

Male anche 3M, dopo la pubblicazione della nota di Goldman, che consiglia di vendere il titolo.

In leggero rialzo Starbucks, dopo che l’India ha annunciato l’apertura di una parte del business delle vendite al dettaglio della catena di coffee shop.

Sul fronte valutario, intanto, l’euro è in calo nei confronti del dollaro a quota $1,2715; nei confronti del franco svizzero la moneta unica è piatta a CHF 1,2121, mentre contro lo yen a JPY 97,69.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in calo a quota $100,87 al barile, mentre le quotazioni dell’oro balzano a $1.639,60 l’oncia.

Quanto ai Treasuries, gli interessi scivolano all’1,904%.