Wall Street, Buy in attesa della chiusura dei seggi

2 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

S&P 500 ai massimi del 3 maggio scorso, con tutti i suoi 10 settori in rialzo, e Dow a un passo dal top di aprile. Cosi’ termina la seduta a Wall Street mentre gli americani hanno ancora qualche ora a disposizione per recarsi alle urne e dare la propria preferenza per le elezioni di medio termine e i operatori aspettano l’annuncio di un probabile allentamento monetario da parte della Fed, domani. Il tutto con rendimenti dei Treasury in flessione, dollaro nuovamente in calo (contro 13 delle 16 valute piu’ scambiate), massimi di sei mesi per il petrolio, record per il cotone, livelli che non si vedevano da 29 anni per lo zucchero.

Il Dow ha terminato la seduta a 11188.72 (+64.10 punti), in rialzo dello 0.58%. Il Nasdaq ha segna un +1.14% a 2533.52 (+28.68 punti). Rialzo dello 0.78% a 1193.57 per l’S&P 500 (+9.19 punti).

La giornata e’ stata priva di dati macro, ma anche in questo caso gli investitori guardano gia’ al rapporto del lavoro governativo del 5 novembre, che dovrebbe confermare un tasso di disoccupazione al 9.6% per il terzo mese consecutivo a ottobre.

E’ iniziata oggi la due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed. Il focus non e’ tanto sul costo del denaro Usa (fermo dal dicembre 2008 allo 0-0.25%) ma sulle decisioni di allentamento monetario. Alle 19.15 ora italiana di domani arrivera’ l’annuncio con cui Ben Bernanke e colleghi sveleranno presumibilmente un secondo piano di quantitative easing (dopo quello adottato nel pieno della crisi) di cui si parla da settimane. Tutto si gioca sull’ammontare del programma con cui la Fed iniettera’ nuova liquidita’ nel sistema. Le ultime stime parlano di riacquisto di titoli di stato Usa per almeno $500 miliardi. Meno dei $2000 spesi nel pieno della recessione. In ogni caso, sono in molti a credere che sia un’iniziativa inutile.

Sull’azionario tornano gli ottimisti, soprattutto se dalle elezioni di medio termine emergera’ una schiacciante vittoria dei Repubblicani. A livello tecnico il benchmark di Wall Street vede il livello di resistenza a 1216.30 (supporto a 1173.50), il Dow a 11258 e il Nasdaq a 2535.

Nel settore delle materie prime, i futures del greggio con scadenza dicembre hanno chiuso a quota $83.90 (+$0.95, +1.2%), sui massimi di sei mesi. Argento su dell’1.3% a $24.84, su dello 0.4% l’oro a $1356.9, rimbalzo del gas naturale dello 0.9% a $3.87 per MMBtu.

Tra i risultati societari, si segnala il rialzo di MasterCard, grazie al balzo dei conti del terzo trimestre. Profitti in calo invece per Kellogg e Pfizer (che comunque ha centrato le attese del mercato).

E’ ripreso anche l’M&A: Art Technology Group e’ balzata del 45% circa dopo che Oracle ha riferito di voler comprare la societa’ mettendo sul piatto $6 per azione. In questo momento il titolo vale $5.96 (+$1.86). Il colosso dell’aerospazio Boeing scivola nonostante l’ottimismo espresso sul settore cargo. Secondo il gruppo il traffico aereo legato al trasporto merci triplichera’ entro il 2029 crescendo a un tasso annuo del 5.9%.

Sul fronte valutario l’euro ha guadagnato lo 0.98% a quota $1.4029. Si segnala il rialzo del dollaro australiano: per la prima volta dal 1983 ha raggiunto la parita’ contro il dollaro americano dopo che l’Australia, come l’India, ha alzato i tassi per frenare pressioni inflative. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale ha terminato gli scambi a quota 2.5960% dal 2.6280% di ieri.