WALL STREET: BRUTTO CALO SUL FINALE, ALERT CREDITO

26 Novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver iniziato la seduta in buon rialzo i listini hanno girato in territorio negativo chiudendo la sessione in forte calo. Il Dow Jones ha perso l’1.83% a 12743, l’S&P500 il 2.33% a 1407, il Nasdaq e’ arretrato del 2.14% a 2540. All’ottimismo originato dagli incoraggianti dati giunti dal fronte delle vendite al dettaglio hanno fatto presto da contraltare le rinnovate paure sui comparti bancario e finanziario. Il Dow e’ calato 237 punti, la paura di un forte credit crunch e di una recessione in arrivo negli Stati Uniti hanno spinto il DJIA ufficialmente in zona “correzione”, in calo -10% dal picco di ottobre di 14164.53. Continua la fuga degli investitori verso il reddito fisso: il titolo a 10 anni e’ sceso sotto il 4.00%, con prezzi in rialzo.

A preoccupare gli operatori sono ancora una volta le continue tensioni legate all’industria del credito. La banca d’affari HSBC ha annunciato un investimento da $35 miliardi per salvare due dei suoi fondi (SIV) in difficolta’. Goldman Sachs (GS) ha stimato svalutazioni per $12 miliardi da parte della banca a causa della difficile situazione creatasi col “credit crunch”. Uno dei titoli in piu’ forte ribaso e’ Countrywide (CFC) che e’ stato investito dai sell quando il senatore di New York huck Schumer ha detto che vuole chiarezza su alcuni prestiti fatti dalla Federal Home Loan Bank di Atlanta alla finanziaria specializzata in mutui immobiliari. Countrywide e’ crollata del 10.5% a $8.64.

In forte ribasso anche le due societa’ governative specializzate nei mutui ipotecari, Fannie Mae (FNM) e Freddie Mac (FRE), gia’ in difficolta’ dopo le pessime trimestrali riportate nei giorni scorsi. Entrambi i titoli hanno perso un ulteriore 8% in giornata dopo aver incassato un downgrade da parte degli analisti di UBS da Buy a Neutral. I titoli finanziari componenti del Dow Jones hanno continuato a soffrire vistosamente: JP Morgan Chase (JPM) e’ arretrato di oltre il 3%, Citigroup ha perso piu’ del 6% scivolando al di sotto della soglia dei $30 per la prima volta in 5 anni in parallelo ad alcune speculazioni su un massiccio taglio del personale (vedi anche in Rumors, sulle voci circolate a New York riguardo al colosso bancario).

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Sempre nel settore finanziario i potenziali acquirenti della malandata E*Trade (ETFC) secondo i rumor sono riluttanti a mettere sul tavolo un’offerta per il takeover del broker online per via del continuo calo del suo portafoglio mutui.
E*Trade ha perso -13.7% a $4.60.

Ad occupare la scena e’ stato anche il comparto delle vendite al dettaglio. La corsa allo shopping natalizio e’ iniziata di fatto meglio di quanto ci si potesse aspettare, evidenziando come la spesa dei consumatori continui a rimanere momentaneamente intatta nonostante il rincaro del greggio e la crisi del settore finanziario.

Nel weekend del “Black Friday” quasi 150 milioni di consumatori hanno approfittato delle vantaggiose offerte adottate dai maggiori centri commerciali e catene di supermercati. Le vendite sono risultate in progresso dell’8.3% rispetto allo scorso anno, ma cio’ non e’ stato sufficiente a far avanzare i titoli del settore. Gli analisti di UBS ritengono inoltre che il trend positivo dell’ultima settimana sia destinato a scomparire ben presto: la stagione dello shopping di quest’anno potrebbe essere addirittura la peggiore dal 2002; note negative anche da Citigroup che ha emesso un outlook poco incoraggiaante per le aziende specializzate nella vendita di prodotti per la casa (Lowe’s, Home Depot).

Il lunedi’ succesivo al weekend del Thanksgiving e’ noto come “Cyber Monday”: i molti consumatori che non hanno avuto l’opportunita’ di dedicarsi allo shopping negli ultimi giorni hanno potuto usufruire dei prezzi speciali appositamente adottati per questo periodo facendo acquisti online. Cio’ ha permesso ad alcune aziende retail attive sul Web, tra cui Amazon.com (AMZN), di spostarsi in controtendenza al resto del mercato.

Tra le altre notizie societarie, in evidenza l’acquisto di Genlyte (GLYT) da parte di Philips Electronics (PHG) per un corrispettivo di $2.7 miliardi; l’azione e’ balzata di oltre il 50%. Nel comparto minerario Rio Tinto (RTP) ha cercato di difendersi da una proposta ostile di takeover avanzata dalla rivale BHP Billiton (BLT) annunciando un incremento del 30% del dividendo e un aumento della produzione.


Sugli altri mercati, petrolio in ribasso. I futures con consegna gennaio sono arretrati di 48 centesimi a $97.70 al barile. Sul valutario, in rialzo l’euro. Nel tardo pomeriggio di New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4868. L’oro e’ avanzato di $1.80 a $826.50 all’oncia. In rialzo anche i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.8470%, nuovi minimo di oltre due anni.

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