WALL STREET BRUCIA TUTTI I GUADAGNI DEL 2010

22 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari americani subiscono un’altra batosta, la terza consecutiva, appesantiti dai ribassi del settore tecnologico, finanziario e dei produttori di materie prime. Evaporati cosi’ tutti i guadagni accumulati dall’inizio dell’anno.

Il Dow Jones ha perso il 2.09% a 10172.38 punti, zavoratto dalla flessione del 6% di Alcoa, del 4.6% di Caterpillar e del 4.5% di Intel. Il Nasdaq ha ceduto il 2.67% a quota 2205.29, mentre l’S&P 500 il 2.22% a 1091.72. In rosso anche la performance settimanale, la peggiore da febbraio 2009.

Gli investitori mantengono un approccio mentale tipico da “sell-the-news”.
I cali si fanno particolarmente marcati per i titoli tecnologici, che sono il settore che esercita il peso maggiore sull’S&P 500. Il comparto perde oltre l’1.5%.

La lettera colpisce in particolare Google (-$19.40) e Advanced Micro Devices (-$0.90), dopo che entrambe le societa’ hanno riportato utili superiori alle attese. Ma gli investitori sembrano diventati molto esigenti, in quanto ritengono che molti dei risultati superiori al previsto siano gia’ scontati nel valore dei titoli in Borsa.

Sotto pressione anche i finanziari, nonostante le trimestrali piu’ solide delle attese presentate da Capital One Financial (-$4.04) e American Express (-$2.30). La loro debolezza, unita a quella dei big bancari, dove evita il tracollo solo Citigroup, ha spinto i titoli finanziari in calo di oltre due punti percentuali (benchmark XLF).

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Si comportano meglio le banche regionali, che mostrano un andamento a due velocita’, il quale rispecchia in linea di massima i conti a luci ed ombre pubblicati da Sun Trust, BB&T, MB Financial e Huntington Bancshares.

Nonostante la maggior parte delle aziende siano cadute vittima dell’atteggiamento da sell-the-news, lo stesso discorso non vale per General Electric (+$0.38) e McDonald’s (+$1.17), che hanno contribuito a limitare i cali del Dow.

Nel frattempo il deprezzamento marcato delle materie prime, come petrolio, oro e platino, ha avuto un impatto negativo sulla performance dei titoli delle aziende legate alle materie prime.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in calo le quotazioni del greggio. I futures con consegna marzo arretrano di $1.54 attestandosi a quota $74.54 al barile. Sul valutario la moneta unica si raffroza a $1.4142. In flessione l’oro a $1089.70 l’oncia (-$13.50). Avanzano i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.5980% dal 3.6110% di ieri.