WALL STREET
OCCHI PUNTATI
SULL’ HI-TECH

3 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

La buona notizia e’ che Wall Street non andra’ nel 2001 cosi’ male come l’anno scorso. Ma c’e’ poco da stare allegri, perche’ i principali indici finiranno l’anno praticamente piatti.

”Il periodo piu’ brutto lo abbiamo alle spalle”, dice Gail Dudack, analista di UBS Warburg fino allo scorso novembre (quando UBS compro’ la PaineWebber). ”Ma alcuni eccessi del settore hi-tech non sono stati ancora corretti”.

Un anno fa, nella fase di massima e irrazionale euforia sul mercato americano, Dudack fu tra i pochi ”guru” ad allertare gli investitori sui pericoli della ”bolla speculativa” tra i titoli tecnologici.

E – incredibile ma vero – agli inizi di marzo anticipo’ con precisione quasi chirurgica il ”top” raggiunto dal Nasdaq Composite, sopra quota 5000. Come tutti ricordano, il crollo comincio’ il 14, praticamente alle Idi di marzo.

La domanda che si pone chiunque investa milioni o miliardi sulle borse Usa, e’ la seguente: gli eccessi di sopravvalutazione nel settore tecnologico, sono stati ridimensionati?

La risposta di Gail Dudack e’: qualcuno si’; ma non tutti.

Un segno della sopravvivenza della bolla speculativa, per esempio, e’ il livello dei ”margini”, cioe’ l’indebitamento di privati e istituzioni per finanziare l’acquisto di titoli azionari.

I ”margini” sono ancora a quote preoccupanti, nettamente superiori alla media storica (c’e’ gente, in America, che compra azioni con la carta di credito, pagando tassi tra il 19% e il 22%, che vanno aggiunti all’interesse sul margine).

Inoltre il flusso di denaro che fluisce sui fondi comuni azionari e’ stato molto elevato a dicembre, anche se nell’ultimo periodo e’ in parte rallentato.

Infine il sentiment sulle borse americane (che Wall Street Italia pubblica ogni lunedi’) fornisce una recente lettura di rialzisti intorno al 49%, rispetto al precedente 36% dei primi di gennaio. Notoriamente, si tratta di un ”contrarian indicator”.

”I piccoli e medi investitori hanno ancora una forma di dipendenza dai titoli tecnologici”, nota con qualche preoccupazione Dudack, ”e poiche’ questi titoli si sono fortemente ridimensionati, la gente vuol tornare a comprarli”.

E’ chiaro che l’ultimo taglio dei tassi (-0,50%) da parte della Fed sicuramente aiutera’ a migliorare le prospettive del mercato, spiega l’analista.

Di solito, pero’, servono almeno tre riduzioni consecutive dei tassi, perche’ i benefici possano essere sentiti a Wall Street. E il taglio del costo del denaro della scorsa settimana e’ il secondo, dopo quello del 3 gennaio scorso.

In questo scenario, quali comparti del vasto listino Usa registreranno le performance migliori?

Con una crescita economica difficilmente pronosticabile, Dudack predilige i settori con uno sviluppo interno ”prevedibile”: energia, medico, e le migliori societa’ elettriche.

Insomma: non e’ un trading brillante, quello che si prospetta.

Entro la meta’ dell’anno la ”guru” prevede che l’eventuale mini-rally sostenuto a interim dalle manovre sui fed funds di Alan Greenspan, potrebbe vanificarsi.

A quel punto Wall Street sarebbe destinata a saggiare i vecchi minimi, senza pero’ sfondarli. (come dire: Nasdaq di nuovo a quota 2.200 entro giugno).

Poi, le opportunita’ per ricomprare non mancheranno. Ma quanto ci vorra? Un po’ di tempo.