WALL STREET:
BOOM DEI PREZZI GRAZIE AL PETROLIO

27 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Gran rialzo alla Borsa di New York. Una seduta cominciata in maniera piuttosto fredda ha registrato verso meta’ sessione un’improvvisa accelerata degli ordini di acquisto su tutti i settori, e successivamente un deciso, sostenuto rialzo. Motivo? Il calo sotto i $53 al barile del prezzo del petrolio. Il greggio ha chiuso a $52,46, in ribasso di quasi il 5% dai massimi, il piu’ forte calo degli ultimi 20 mesi.

L’indice Dow Jones ha quindi terminato le contrattazioni archiviando una delle migliori sedute delle ultime settimane, guadagnando l’1,15% e attestandosi a 10.002,03 punti, il Nasdaq è cresciuto del 2,14%, a 1.969,99 punti, il miglior guadagno dall’1 ottobre; in rialzo dell’1,29% a 1.125,41 punti lo Standard & Poor’s 500, il che riporta l’indice in territorio positivo per la prima volta nel 2004.

Il catalizzatore del rialzo – il brusco ridimensionamento della quotazione del greggio – è spiegabile con il dato, superiore alle attese, relativo all’ andamento delle giacenze settimanali negli Stati Uniti, aumentate di 3,9 milioni di barili. Ovviamente il discorso, dicono i ribassisti, puo’ essere rigirato, nel senso che la borsa Usa sembra decisamente petrolio-dipendente. E quindi volatile. Sono gli hedge funds piu’ aggressivi che speculano sui futures del petrolio quotati a Chicago e al Nymex che hanno in sostanza in mano il gioco.

Si discute ancora se il forte rimbalzo da “livelli critici di supporto”, come dicono i graficisti, sia tale da poter affermare che il bottom sia stato gia’ toccato in effetti all’inizio di settimana.

Sul fronte macro, si e’ rivelato peggiore delle attese il dato sugli ordini di beni durevoli, cioe’ i prodotti che hanno una durato superiore ai tre anni. A settembre l’indicatore ha registrato un aumento dello 0.2%. Escluso trasporti l’incremento e’ dell’1.7%. Le vendite di nuove abitazioni, sempre a settembre, sono salite del 3,5%, ben oltre le stime.

Tra i titoli migliori del Dow Jones Industrial Average alcuni hi-tech come Hewlett-Packard e Intel, mentre negli altri settori Procter & Gamble e’ andata male per la crescita dei costi e i petroliferi con Exxon Mobil in testa hanno sottoperformato.

Il miglior titolo del Dow e’ stato Hewlett-Packard in rialzo del 3.3% a 18.45, seguito da Intel, in crescita del 2.8% a 22. Boeig ha guadgano 12 cents a 50.10, per via di risultati migliori delle stime.

Tra i pochi titoli in ribasso Procter & Gamble con -2.7% a 51.78. I risultati trimestrali sono stati buoni, ma gli analisti sono preoccupati per la struttura dei costi in crescita. P&G risente della concorrenza fra gli altri di Unilever, secondo le valutazioni espresse da un analista di Morgan Stanley, in particolare sui mercati emergenti. Anche Exxon Mobil e’ arretrata dell’1% a 48.95, per via del calo dei prezzi petroliferi.

Il volume al New York Stock Exchange e’ stato di 1.75 miliardi di azioni, con i titoli in rialzo che hanno battuto quelli in ribasso per 2.286 a 1.017.

Il titolo che ha guadagnato di piu’ nella seduta e’ Cardinal Health, schizzata del 20% a 47.35.
L’ azienda, che opera nella commercializzazione all’ ingrosso di medicinali, e’ salita in quanto l’ utile netto è risultato in crescita dell’ 11%, al termine di un restyling contabile. Cardinal aveva fatto slittare la presentazione della trimestrale per ben tre volte.

In crescita anche McKesson rose (+6.2%) e AmerisourceBergen (+5.6%) a 55.44.

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Tra i pochi titoli in ribasso l’aziende telecom Level 3 Communications, crollata del 15% a 3.34 sul Nasdaq; motivo: risultati trimestrali deludenti. Negli altri comparti, Career Education e’ salita dell’ 11%, in quanto l’ operatore scolastico ha comunicato che l’ utile 2004 sarà di circa 1,85 dollari per azione, oltre le previsioni degli analisti.

Nel comparto assicurativo, Aflac (maggiore rivenditore di pacchetti integrativi per le cure sanitarie) ha perso il 4.9%, come conseguenza del fatto che la società ha reso noto che le vendite sul mercato giapponese saranno sostanzialmente stabili; il Giappone rappresenta per Aflac il mercato più importante.

Nel settore tecnologico Ask Jeeves (Nasdaq) e’ salita del 7.9%: il motore di ricerca Internet ha rispettato le stime. Il rivale Google continua a guadagnare (+2.3%), ed e’ arrivato a $185.97. In rialzo del 10% Atmel, nel settore semiconduttori, poiche’ l’azienda e’ stata capace di ridurre le perdite.

Nortel Networks ha perso il 3%, Apple Computer e’ avanzata del 4.9% (vedi in Titoli Caldi, per gli abbonati a INSIDER), Avid Technology ha guadagnato l’11%.

Molto bene i titoli del settore software, con Adobe Systems in rialzo del 4.2%, e Veritas Software in crescita del 4%; il secondo maggior produttore di software per l’ immagazzinamento dei dati ha registrato utili nel terzo trimestre di 22 cents per azione, sopra le aspettative degli analisti.

Infine, sul mercato valutario di New York, l’euro ha toccato quota 1,2707 dollari chiudendo in ribasso rispetto al fixing di ieri quando si era attestato a 1,2762 dollari.