WALL STREET: BORSA NEGATIVA NONOSTANTE I MICROCHIP

20 Settembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ seduta gli indici americani sono deboli, condizionati dalle preoccupazioni su utili e petrolio e dalle attese per il meeting della Fed sui tassi d’interesse.

Le maggiori perdite si concentrano sul Dow Jones, che cede lo 0.52% a 10213, penalizzato dalla debolezza di diverse blue-chip.

Un po’ meglio il Nasdaq, che limita le perdite sostenuto dalla forza dei tecnologici. L’indice hi-tech arretra dello 0.25% a 1905. L’S&P500, infine, arretra dello 0.33% a 1125. Deboli i volumi di scambio, con 500 e 771 milioni di azioni trattate rispettivamente al Nyse e al Nasdaq.

Per un commento operativo su indici, settori e titoli, vedi
l’aggiornamento
di meta’ sessione, curato da Marco
Bonelli
.

A dare un sostegno al settore hi-tech l’annuncio di piani di buyback da parte di Hewlett-Packard e Novellus e i commenti positivi sui semiconduttori da parte di Bernstein. In una nota diffusa ai clienti, la banca d’affari consiglia di sovrapesare il comparto dei chip.

Al clima pesante sui titoli del Dow Jones contribuiscono i profit warning di Colgate e Unilever, che alimentano le preoccupazioni sui profitti delle societa’ produttrici di beni di consumo. A risentirne sono anche Procter & Gamble e Altria (quest’ultima controlla il colosso alimentare Kraft). Pesano inoltre i commenti sfavorevoli emessi da alcuni analisti su Citigroup, Johnson & Johnson e Pfizer.

Ancora sul fronte societario, ha nettamente battuto le attese sugli utili Nike, il n.1 al mondo delle scarpe da ginnastica. Molto attesa e’ la trimestrale di Adobe, che pubblichera’ il bilancio questa sera, dopo la chiusura delle borse. Vedi decine di azioni segnalate da
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Sui mercati continuano nel frattempo a pesare le preoccupazioni sul prezzo del petrolio. La quotazione del greggio nel corso della seduta si e’ spinta fino a $46.40 al barile, per poi ripiegare a quota $45.80 (+21 centesimi).

Gli acquisti di future sul petrolio sono scattati dopo che Yukos, il maggiore esportatore russo, ha annunciato che sospendera’ parte delle esportazioni verso la Cina e verso la Lituania. Continuano a farsi sentire, inoltre, gli effetti dei recenti uragani tropicali.

Cresce intanto l’attesa per il meeting della Federal Riserve sui tassi d’interesse, in calendario martedi. La decisione ufficiale sara’ annunciata cme di consueto alle 20:15 ora italiana. Gli operatori danno per scontato un aumento del costo del denaro di 25 punti base.

Sugli altri mercati, sono in aumento i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4.08% contro il 4.13% della chiusura di venerdi’. Il dollaro e’ in progresso nei confronti dell’euro, favorito dalle attese di un aumento dei tassi d’interesse. Il cambio dollaro/euro e’ a quota 1.2163.

L’oro e’ in calo di $0.80, a $405.60 all’oncia, sotto pressione per la forza del dollaro e per le attese di una conferma dell’orientamento “measured” da parte della Fed sulla politica monetaria restrittiva.