WALL STREET: BENE IL NASDAQ, SCHIZZANO I TASSI

13 Aprile 2006, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa di Wall Street si e’ chiusa con gli indici positivi. Gli acquisti concentrati prevalentemente nel comparto tecnologico hanno sostenuto il Nasdaq che ha chiuso in rialzo dello 0.49% a 2326; +0.07% a 11121 il Dow Jones e +0.08% l’S&P500 a quota 1289.

Le buone notizie giunte dal fronte macro hanno evidenziato un’economia in moderata espansione accompagnata da contenute pressioni inflazionistiche. A pesare sull’umore degli operatori continuano ad essere, pero’, gli elevati prezzi energetici e il forte incremento dei tassi sui bond, schizzati ai massimi di diversi anni.

Nel mese di marzo i prezzi alle importazioni sono scesi dello 0.4%, segnando il terzo calo degli ultimi quattro mesi. Sono aumentate, invece, le vendite al dettaglio (+0.6% contro un consensus dello 0.4%), grazie soprattutto ai buoni numeri registrati nel settore dell’auto, ed e’ risultata in crescita la fiducia dei consumatori del mese di aprile.

Nel mercato del lavoro, le nuove richieste per nuovi sissidi di disoccupazione sono cresciute di 12 mila unita’ a quota 313 mila, in misura maggiore di quella stimata dagli economisti, mentre non hanno subito alcuna variazione le scorte di magazzino del mese di febbraio.

Un elemento di sorpresa nella seduta odierna e’ stato rappresentato dal forte incremento dei tassi sui titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ schizzato al 5.036%: l’ultima volta che i tassi a lungo termine avevavo superato la soglia del 5% era stato nel mese di giugno del 2002.

L’aumento dei rendimenti ha l’effetto di intensificare i timori di una possibile continuazione del ciclo rialzista sui tassi a breve da parte della Fed oltre le attese. Ora, la percentuale che i fed funds vengano portati al 5.25% nel meeting successivo a quello che si terra’ a maggio, e’ del 58%. Alla stessa ora di mercoledi’ si stimava una probabilita’ del 52%.

Ma i tassi non sono l’unico problema che sta affliggendo gli operatori nell’ultimo periodo. Gli elevati prezzi energetici rafforzano i timori di un rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti aziendali. A causa dell’aperta vicenda iraniana sul nucleare, i contratti futures con scadenza maggio sono avanzati di 73 centesimi a $63.95 al barile.

Contrastate le notizie societarie. Il colosso industriale Genel Electric ha riportato una trimestrale che si e’ rivelata superiore alle attese degli analisti. La mancata revisione al rialzo delle stime sui trimestri futuri ha deluso pero’ molti operatori che non hanno visto di buon occhio la conferma delle stime diffuse in precedenza. Negativa, dunque, la reazione del titolo che ha chiuso in ribasso di quasi il 2%.

Restando in ambito di utili societari, in netto calo il titolo della societa’ sviluppatrice di chip, Advanced Micro Devices, sceso di quasi il 10% dopo una nota dell’azienda da cui e’ emerso che le vendite del trimestre in corso risulteranno piatte o addirittura inferiori rispetto a quelle dello stesso periodo dello scorso anno.

In calo le azioni del colosso fast food McDonald’s: l’aumento delle vendite comparate del mese scorso non e’ stato sufficiente ad oscurare le “deludenti” previsioni sui risultati trimestrali, in linea con il consensus.

Bene, invece, IBM ed Intel, che hanno beneficiato dei commenti positivi di alcuni analisti di grosse banche d’affari.

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Sugli altri mercati, in lieve flessione l’oro. Il futures con scadenza giugno e’ arretrato di $1.20 a quota $600.10. Calma, la situazione nel mercato dei cambi, con l’euro in leggero rialzo rispetto al dollaro: nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio e’ a quota 1.2111.

Ricordiamo che nella giornata di lunedi’ i mercati statunitensi rimarranno chiusi per la ricorrenza del Good Friday.