Wall Street: balzo più forte dal 2009 dopo intervento liquidità

30 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Seduta in forte rialzo per la borsa americana, con il Dow Jones Industrial Average che registra il balzo più forte dal marzo 2009 dopo l’azione coordinata di 6 banche centrali, che prevede interventi congiunti a sostegno della liquidità del sistema finanziario globale. L’equivalente di un taglio dei tassi di interesse per il settore bancario che comporta una riduzione del costo del denaro.

Passa nettamente in secondo piano l’ultima nota di S&P sulle 37 più grandi banche, con 15 downgrade. I tre principali indici di Wall Street fanno un balzo superiore al 4%.

In chiusura lo S&P500 sale di 51,77 punti (+4,33%) a 1.246,96. Il Dow avanza di 490,05 punti (+4,24%) a 12.045,68, mentre il Nasdaq di 104,83 punti (+4,17%) a 2.620,34.

Intanto People’s Bank of China (PBC), la banca centrale della Cina, ha deciso di abbassare di 50 punti base il coefficiente delle riserve richieste alle banche. L’indice della volatilita’ Vix e’ cosi’ sceso a quota 27,67.

Le piazze finanziarie europee avanzano per il quarto giorno di seguito e l’euro rimbalza dopo che le banche centrali hanno stabilito che renderanno disponibili ulteriori finanziamenti alle banche. Sugli altri mercati, per la prima volta rendimenti dei titoli tedeschi a 1 anno sotto lo zero. Balzo dell’euro, dollaro ai minimi di seduta. Giu’ i Treasurie e i bond italiani.

In ambito macroeconomico degli Stati Uniti, le aziende continuano ad assumere: creati 206 mila posti nell’ultimo mese. Le attese erano per una cifra pari a 125 mila. Il guadagno stimato nell’occupazione da settembre a ottobre e’ stato rivisto in rialzo a 130 mila dai 110 mila riportati in precedenza.

Nel terzo trimestre la produttivita’ e’ salita del 2,3% mentre il costo del lavoro e’ sceso del 2,5%. L’indice PMI di Chicago e’ salito a sopresa, attestandosi a quota 62,6. Molto meglio del previsto anche le vendite di case con contratti in corso: +10,4% in settembre. Alle 16:30 verranno rese note le scorte di petrolio settimanali.
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Tra i singoli titoli, Bank of America, Barclays, Citigroup, Goldman Sachs Group, HSBC Holdings, Morgan Stanley, JPMorgan Chase, Royal Bank of Scotland, UBS e Wells Fargo, sono tra gli istituti che in giornata hanno subito il taglio del rating di una tacca da S&P.

Samsung dovrebbe riprendere con la vendita di Galaxy in Australia già da venerdì, dopo che la società sudcoreana ha vinto parte di una battaglia legale contro la Apple. Boeing potrebbe essere colpita dalla bancarotta di AMR in misura maggiore rispetto ad Airbus, visti gli oltre $40 miliardi di ordini.

In rialzo i rendimenti dei titoli a 10 anni dell’Italia, di 6 punti base al 7,29%. Rendimenti dei titoli a 1 anno della Germania in calo di 12 punti base, sotto lo zero.

Sul fronte valutario, l’euro nei confronti del dollaro è a quota $1,3438. Quanto ai Treasuries, i prezzi sono in netto calo, con i rendimenti dei decennali al 2,068%.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio positivi a quota $100,36 al barile. Balzo anche delle quotazioni dell’oro a $1,750,30 l’oncia.