WALL STREET AVANZA MA LIMA I GUADAGNI SUL FINALE

8 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa di Wall Street si e’ chiusa con gli indici in territorio positivo anche se lontani dai migliori livelli giornalieri a causa del ritracciamento materializzatosi nell’ultima ora di scambi. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.56% a 12261, l’S&P500 lo 0.71% a 1401, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.55% 2387.

A riportare il buonumore tra gli investitori e’ stata principalmente la forza dei mercati asiatici (in Giappone Nikkei e’ salito 1.94% mentre a Hong Kong l’índice Hang Seng e’ cresciuto 1.36%). La stabilizzazione nel comparto valutario, con il dollaro tornato a recuperare terreno sullo yen, ha rimodellato le tensioni che si erano create nei giorni scorsi sui carry trade.

Ma gli operatori restano ancora divisi sul futuro corso dei listini. Per Peter Cardillo, chief market economist di Avalon Partners in New York la correzione dei mercati si e’ gia’ conclusa ed il peggio e’ alle spalle; inoltre i mercati sono in fase di nuovo assestamento e le pressioni derivanti dal valutario si sono affievolite.

Non e’ dello stesso parere Michael Sheldon, chief market strategist di Spencer Clarke, secondo cui i mercati saranno soggetti ad un’elevata volatilita’ nei prossimi giorni a causa di una serie di fattori che vanno dalla continua debolezza del comparto immobiliare ai problemi che stanno affliggendo il settore dei mutui ipotecari, passando per l’incertezza sulla politica monetaria della Fed e le tensioni geopolitiche con l’Iran.

A proposito dei mutui immobiliari, secondo alcuni analisti, il restringimento del rialzo giornaliero sarebbe stato causato dalle voci relative ad una possibile richiesta di amministrazione controllata da parte di New Century Financial ([[NEW]]), in gravi condizioni finaziarie a causa delle insolvenze nei pagamenti. In parallelo sono scesi anche [[NFI]] e [[FMT]].

L’attenzione degli operatori e’ ora rivolta al rapporto occupazionale che sara’ diffuso nella giornata di venerdi’, prima dell’apertura delle borse, e per cui e’ attesa una creazione di nuovi posti di lavoro per 100 mila unita’. Tenendo conto che negli ultmi 4 mesi la crescita media dell’indicatore e’ stata di 155 mila unita’, un valore inferiore alle stime potrebbe seriamente innescare un panico da recessione, ipotesi gia’ avanzata la scorsa settimana dall’ex capo della Fed Alan Greenspan.

Un relativo conforto per il dato di domani e’ comunque arrivato dagli ultimi aggiornamenti sul comparto del lavoro che hanno dimostrato un calo delle nuove richieste di sussidioda parte dei disoccupati pari a 10 mila unita’ durante la scorsa settimana.

All’interno del Dow Jones rialzi superiori al punto percentuale sono stati registrati da AT&T ([[T]]), Verizon ([[VZ]]), McDonald’s ([[MCD]]) Merck ([[MRK]]) e American Express ([[AXP]]).

Gli operatori non hanno dato particolare peso alle deludenti vendite retail comunicate da oltre da oltre 60 catene di grandi magazzini, che hanno suscitato alcune preoccupazioni sulle condizioni economiche dei consumatori. Il colosso Wal-Mart ([[WMT]]) ha deluso le attese, mentre McDonald’s ([[MCD]]) e Target ([[TGT]]) le hanno battute.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio si e’ portato sopra la soglia dei $62 al barile per poi ritracciare a quota $61.64, in ribasso di 18 centesimi. Sul valutario l’euro e’ risultato in calo rispetto al dollaro a quota 1.3130 dopo che la BCE ha alzato i tassi d’interesse di 25 punti base al 3.75%. L’oro e’ avanzato di $2.60 a $655.50 l’oncia. In ribasso i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.5090%.