Wall Street avanza con Grecia pronta ad accettare gli aiuti

3 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – L’azionario americano estende i guadagni iniziali e chiude con un rialzo di circa il 2%, nonostante gli ultimi dati americani sui servizi e gli ordini all’industria abbiano deluso le stime.

Il Dow avanza di 208,43 punti (+1,76%) a 12.044,47, l’S&P500 di 23,25 punti (+1,88%) a 1.261,15, mentre il Nasdaq di 57,99 punti (+2,20%) a 2.697,97.

A influire positivamente e’ invece l’annullamento del referendum che il premier Papandreou voleva indire per chiedere l’appartenenza all’area euro. E’ stato cancellato dopo l’aut aut di Merkel-Sarkozy e dopo le critiche del ministro dell’Economia Evangelos Venizelos. Tra l’altro i Trattati europei non prevedono l’eventualita’ che un membro lasci l’unione monetaria.

Pesano sulle contrattazioni di borsa a New York, ancora piu’ positive in avvio, l’attivita’ dei servizi Usa, la quale ha registrato un’espansione inferiore alle attese in ottobre, e le parole del neodirettore della Banca centrale europea. Rompendo un tabu’, nella sua prima conferenza stampa da numero uno dell’istituto di Francoforte, Mario Draghi ha parlato di recessione, seppur modesta, per la regione dell’area euro.

Dopo aver toccato punte al rialzo dell’1%, l’indice S&P 500 e’ arrivato in zona rossa, in area 1,235.49 alle 15 italiane (le 10 ora di New York), prima di tornare a salire la china.

La decisione a sorpresa della Bce di ridurre i tassi di 25 punti base all’1,25% ha dato spinta alle azioni di Europa e Stati Uniti, mentre i leader europei stanno facendo pressioni sulla Grecia perche’ accetti il piano di salvataggio. Nel frattempo il referendum per chiedere al popolo ellenico di votare sulla permanenza nell’area euro e’ stato cancellato.

Mentre sui mercati del debito continuano a crescere i rendimenti dei decennali di Italia e Spagna, l’attenzione si sposta sul vertice del G20 in corso a Cannes. I leader hanno trovato un accordo per mettere a punto un piano in sei punti per alimentare la crescita economica a rischio.

Il tutto all’indomani delle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che ha parlato della possibilità di introdurre nuove misure a sostegno della ripresa dell’economia. Contestualmente, la Fed ha però tagliato le stime sulla crescita economica Usa del 2011 e del 2012, aggiungendo che il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi tra l’8,5% e l’8,7% negli ultimi tre mesi dell’anno.

Gli occhi rimangono puntati sui problemi europei, dopo che i leader di Francia e Germania hanno lanciato un ultimatum alla Grecia: di fatto, il paese non riceverà più un solo centesimo in aiuti dall’Europa fino a quando non deciderà sull’intenzione o meno di restare nell’eurozona. Cirolano voci secondo cui il primo ministro George Papandreou presentera’ le sue dimissioni aprendo la strada a un governo tecnico e al dietro front sulla decisione di indire un referendum sull’appartenenza di Atene all’area euro, che aveva innervosito i mercati.

Osservata speciale anche l’Italia, con i rendimenti dei BTP che continuano a viaggiare a livelli eccezionalmente elevati.

Contrastati gli ultimi dati economici in Usa. Per la prima volta da cinque settimane le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione sono scese sotto i 400.000, a 397.000. Bene anche la produttivita’ industriale. Gli ordinativi alle fabbriche e l’indice ISM servizi hanno invece fatto peggio delle attese.

Intanto, sul mercato valutario, l’euro, nonostante la mossa a sorpresa della Bce, sale a $1,3815. La moneta unica è piatta invece nei confronti del franco svizzero, a CHF 1,2132; mentre contro lo yen sale a JPY 107,78.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio salgono a $94,07 al barile, mentre le quotazioni dell’oro crescono a $1.765,10 l’oncia.

Il rendimento del decennale del Tesoro Usa avanza a quota 2,073%.