WALL STREET ARRETRA, SELL DA RECESSIONE

3 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Dopo essere partiti in forte rialzo i listini azionari americani hanno invertito rotta a meta’ giornata (subito dopo l’approvazione del piano di salvataggio da parte della Camera), per terminare la seduta in rosso, lontani dai migliori livelli giornalieri. Il Dow Jones, che guadagnava 310 punti al momento della votazione sul piano, a fine giornata ha ceduto l’1.5% a 10325, l’S&P500 ha perso l’1.35% a 1099, il Nasdaq l’1.48% a 1947. Nettamente negative le performance settimanali: l’indice industriale lascia sul terreno il 7.3%, -9.4% per l’S&P500, peggio il listino tecnologico arretrato del 10.8%. Il programma da $700 miliardi varato dal Tesoro Usa e’ stato gia’ firmato (un’ora e mezza dopo l’OK della Camera) dal presidente Bush ed e’ quindi legge, ma gli investitori sono molto preoccupati sullo stato dell’economia, in continuo peggioramento come evidenziato dagli ultimi dati macro.

“Il rialzo della mattinata e’ stato il classico caso da ‘buy al rumor e vendi alla notizia’” ha affermato Ryan Larson, senior equity trader di Voyageur Asset Management, secondo cui il pacchetto di misure straordinarie studiato dal governo “impieghera’ del tempo per produrre i primi effetti, in quanto ci sono ancora troppi problemi da risolvere”.

Molti di questi interessano direttamente le famiglie americane, alle prese ormai da diverso tempo con il deprezzamento degli immobili, le difficolta’ nell’ottenimento dei prestiti, i rincari senza fine delle bollette energetiche e del carburante. Per non parlare del rischio sempre piu’ alto di perdere il posto di lavoro. Gli ultimi aggiornamenti macroeconomici hanno mostrato infatti un ulteriore deterioramento dell’occupazione.

A settembre gli Stati Uniti hanno perso 159 mila posti nel settore non agricolo, registrando la nona perdita consecutiva e la peggiore dal marzo 2003. Cio’ significa che la recessione di fatto e’ gia’ arrivata. Il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 6.1%, in rialzo dell’1.4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gia’ nei giorni scorsi erano emersi segnali di deterioramento dal settore, con l’aumento delle richieste di sussidio e il calo dell’occupazione anche nel settore privato.

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Sul fronte societario, buone notizie per la banca Wachovia, negli ultimi mesi in serie difficolta’ per l’esposizione sui mutui subprime. Il titolo e’ schizzato di oltre il 70% grazie all’offerta di acquisto di Wells Fargo, nettamente superiore a quella avanzata la scorsa settimana da Citigroup. Grazie ad un’operazione da $15.1 miliardi (che tra l’altro non richiedera’ il supporto della FDIC com’era invece per Citi), Wells Fargo rilevera’ le azioni WB ad un valore di $7 per share (l’ultimo prezzo di chiusura era pari a $3.91).

A fine giornata il titolo WB ha chiuso con un rialzo del 56%, Wells Fargo ha chiuso quasi invariato mentre Citi ha lasciato sul terreno il 18%: il management della banca ha annunciato che procedera’ per vie legali in modo da impedire la conclusione del merger delle rivali. Stando ad alcune indiscrezioni Wachovia avrebbe infatti violato un “patto di esclusivita’” concordato nei giorni scorsi con Citigroup.

Tra gli altri titoli del comparto, Morgan Stanley e’ riuscito a conservare un +2.5% (comunque in calo dai massimi), vendite invece su JP Morgan (-8%) e Bank of America (-5%). In calo anche la banca svizzera UBS dopo aver annunciato un taglio della forza lavoro per 2000 posti nelle divisioni commodity e strumenti di debito. Nel settore assicurativo AIG ha ritracciato di oltre 20 punti percentuali dai massimi, chiudendo in rosso, dopo aver annunciato un ridimensionamento delle operazioni di business.

Sugli altri mercati, in live flessione il petrolio: i futures con consegna novembre hanno ceduto $0.09 a $93.88 al barile. La perdita settimanale e’ pari a -12%. Sul valutario, ancora in calo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3799. In ribasso l’oro. I futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno perso $11.10 a $833.20 l’oncia. Pressocche’ stabili infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6440% dal 3.6460% di giovedi’.

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