WALL STREET ARRETRA, PRESSIONI SELL NEL FINALE

14 Novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’avvio positivo i listini hanno ritracciato dai massimi giornalieri per poi chiudere la sessione in ribasso, pressati dall’ondata di vendite materializzatasi nell’ultima mezz’ora di scambi. Il Dow Jones e’ arretrato dello 0.70% a 13214, l’S&P500 dello 0.78% a 1469, il Nasdaq ha ceduto l’1.10% a 2644.

La situazione sul mercato resta molto incerta. In avvio gli investitori avevano trovato relativo conforto negli aggiornamenti della banca d’affari Bear Stearns (BSC) che ha migliorato il clima generale del mercato, allentando le tensioni e i timori sul credit crunch. Le posizioni della banca d’affari americana sui CDO (Collaterilized Debt Obligation) sono state drasticamente ridotte tra la fine di agosto e gli inizi di novembre. Per Bear Stearns, tartassata per la crisi creditizia (il titolo ha perso il 38% in nove mesi) l’esposizione sui mutui a rischio e’ scesa da $1 miliardo alla fine di agosto a $52 milioni. Previste svalutazioni nel portafoglio di mutui subprime per $1.2 miliardi nel trimestre in corso, cioe’ il quarto.

L’annuncio segue le rassicurazioni di martedi’ fornite dalla banca d’affari Goldman Sachs (GS) che ha dichiarato che non sara’ soggetta ad ulteriori svalutazioni dopo quelle riportate nel terzo trimestre. Restano pero’ alcuni dubbi sulla possibilita’ di una vicina terminazione della crisi del credito. La banca inglese HSBC Holdings (HBC), piu’ grande di Citigroup per capitalizzazione, ha annunciato nuove svalutazioni per $3.4 miliardi nelle sue attivita’ di finanziamento al consumo negli Stati Uniti e la conseguente chiusura di vari uffici in America.

“Nel brevissimo termine sembra che alcune pressioni sul comparto finanziario si siano allentate. Ma e’ ancora presto per dire se i rischi siano stati allontanati definitivamente” ha dichiarato Kim Caughey, equity research analyst di Fort Pitt Capital Group.

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Intanto dopo lo scivolone di ieri, il greggio e’ tornato a recuperare terreno risvegliando i timori sulle pressioni inflazionistiche e sulle difficolta’ della Fed nel proseguire una politica monetaria di tipo accomodante. I futures sui fed funds scontano una possibilita’ del 70% su un’ulteriore riduzione di 25 punti base del costo del denaro nel meeting di dicembre (martedi’ era all’88%). L’oro nero (contratti con consegna dicembre) e’ avanzato di $2.92 a $94.09 al barile.

Fortunatamente a fare da contraltare sono stati gli ultimi dati macro che hanno evidenziato un avanzamento dei prezzi alla produzione inferiore delle attese (+0.1% contro +0.3%); note positive anche dalle vendite al dettaglio , cresciute dello 0.2% rispettando le attese degli analisti.
I dati delineano una situazione favorevole sia sul fronte della spesa dei consumatori (all’indomani della buona trimestrale del colosso americano della grande distribuzione Wal-Mart) che sulla dinamica inflazionistica (e quindi in materia di tassi d’interesse).

Tra gli altri titoli societari, riflettori puntati sulla catena fast food Wendy’s International (WEN) grazie alla proposta di acquisto avanzata da Triarc Companies (TRY). E*Trade (ETFC), che l’altro giorno ha subito un dimezzamento del valore, e’ arrivata a segnare un rialzo intraday di quasi il 20% sulle speculazioni che possa essere rilevata da un’altra societa’. Il titolo ha poi ridotto i guadagni in chiusura a +6.80%. In evidenza Merrill Lynch (MER): la banca d’affari potrebbe presto annunciare il nuovo CEO (a rivestire il ruolo di amministratore delegato potrebbe essere John Thain, attuale n.1 del Nyse).

Sugli altri mercati, sul valutario, euro in recupero nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4644. Rimbalzo dell’oro. I futures con scadenza dicembre sul metallo prezioso sono avanzati di $15.70 a $814.70 all’oncia. In calo infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.2690% dal 4.2560% di martedi’.