WALL STREET ARRETRA, E’ ANCORA TIMORE INFLAZIONE

11 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa di Wall Street si e’ chiusa in rosso. Ad innescare le vendite sono state le minute della Fed e la trimestrale negativa di Alcoa. Nell’ultima ora ad alzare il nervosismo e’ stata anche la notizia dell’impatto di un piccolo aereo contro un edificio di Manhattan. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.13% a 11852, l’S&P500 lo 0.26% a 1349, infine il Nasdaq e’ arretrato dello 0.31% a 2308.

Dai dettagli sull’incontro svoltosi lo scorso 20 settembre, in cui fu deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse al 5.25%, e’ emerso che la Banca Centrale continua ad essere preoccupata sul corso dell’inflazione, nonostante il forte calo dei prezzi energetici e le prospettive di rallentamento economico.

In tal modo, non solo sono state allontanate le possibilita’ di un taglio ai fed funds entro la fine dell’anno, ma addirittura sono riapparsi i timori di una ripresa della politica monetaria restrittiva per contenere l’aumento dei prezzi.

A determinare il clima negativo gia’ prima dell’apertura erano stati i risultati trimestrali deludenti di Alcoa ([[AA]]), il gigante dell’alluminio componente del Dow Jones che solitamente da’ inizio alla stagione degli utili. La societa’ ha riportato, nell’after hour di martedi’, un utile per azione relativo al terzo trimestre di 61 centesimi, in rialzo dell’86% rispetto allo scorso anno, ma inferiore ai 77 centesimi attesi dagli analisti. Il titolo e’ arrivato a perdere fino al 6.7% durante le contrattazioni.

A far da contraltare alle povera performance di AA e permettere all’indice industriale di contenere le perdite sono state le buone prove di General Motors ([[GM]]), Hewlett-Packard ([[HPQ]]), Altria ([[MO]]) e AT&T ([[T]]).

Negli altri comparti, giu’ il settore finanziario a causa del profit warning di Lagg Mason ([[LM]]). Il titolo ha ceduto il 17% circa dopo che la societa’ ha affermato che non sara’ in grado di rispettare le attese Sui risultati fiscali del secondo trimestre. Immediate le reazioni degli analisti che ne hanno rivisto al ribasso il giudizio.

Forte pressione anche nel settore del brokeraggio. E*Trade ([[ET]]) e Ameritrade ([[AMTD]]) hanno riportato perdite giornaliere vicine al 10% a causa dell’annuncio di Banc of America ([[BAC]]) relativo alla sensazionale offerta di trading online a costo zero applicata ai depositi non inferiori ai $25 mila.

Nel comparto biotech, in rosso Genentech ([[DNA]]) nonostante abbia riportato un EPS di 59 centesimi, superiore ai $0.51 attesi dagli analisti. A pesare sul titolo sono state alcune preoccupazioni relative alle vendite di determinati farmaci. Trascinata al ribasso Osi Pharma ([[OSIP]]), partner nella produzione del Tarceva.

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Sugli altri mercati, ancora in calo il petrolio. I futures con scadenza novembre hanno ceduto 93 centesimi a $57.59 al barile, segnando il peggior livello da giugno 2005. Gli operatori hanno continuato a seguire da vicino gli aggiornamenti dei maggiori Paesi produttori di greggio, propensi ad un taglio della produzione.

Ma il rapporto mensile, da cui e’ emersa una diminuzione sia della domanda che dell’output, ha fatto si’ che sul comparto continuassero a prevalere le vendite. Giovedi’ saranno comunicati in via straordinaria i dati sulle scorte settimanali, slittati di un giorno a causa della ricorrenza del Columbus Day in avvio di settimana.

Sul valutario, in calo l’euro rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2516. In leggerissimo rialzo l’oro. I futures con scadenza dicembre sul metallo prezioso sono avanzati di appena 30 centesimi $576.50 all’oncia. Ancora in calo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.7840% dal 4.7480% di martedi’.