WALL STREET ARRETRA, CAUTELA TRA GLI OPERATORI

7 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

L’azionario statunitense scivola dai massimi di quattro mesi, appesantito dal calo del comparto finanziario, dei titoli hi-tech e delle telecomunicazioni, vanificando il tentativo di rally iniziale. Il Dow Jones cede l’1.20% a 8409 punti, il Nasdaq il 2.44% a 1716.24, mentre l’S&P 500, che ha fatto un balzo del 35% dai minimi di 12 anni toccati nella prima settimana di marzo, e’ arretrato dell’1.32% a 907.39 punti.

“Il mercato sperava di lasciarsi alle spalle l’incertezza, ma non e’ chiaro se i risultati degli stress test saranno sufficienti in tal senso”, dice Michael Holland, presidente di Holland & Co. LLC. I listini avevano aperto in rialzo, aiutati dalle parole del segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner e dall’aggiornamento settimanale sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, calate oltre le attese. Ieri Geithner ha detto che i risultati degli stress test delle banche tranquillizeranno gli investitori.

Seduta da dimenticare per Wells Fargo e KeyCorp, che hanno perso oltre il 7%, mentre AT&T e Verizon Communications hanno lasciato sul terreno almeno il 3% dopo che JP Morgan Chase ha declassato le due societa’ citando le pressioni sui prezzi e i timori di un calo della crescita degli abbonati. Sull’S&P 500 il comparto della telefonia ha fatto registrare un -3.6%. Dopo aver fatto previsioni deludenti per le vendite del trimestre in corso, Symantec, il maggiore produttore di programmi di sicurezza informatica, ha ceduto il 15%, schiacciata nei bassifondi del paniere allargato.

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In media le 75 societa’ tecnologiche che compongono l’indice S&P 500 hanno perso il 3%. Dall’inizio dell’anno il comparto tech si e’ reso protagonista della prova migliore, registrando un progresso del 15%, in netta controtendenza rispetto al mercato, con l’S&P 500 che nello stesso periodo ha perso l’1%. Micron Technology ha perso il 10% circa, nel giorno in cui il principale produttore di chip del Paese e’ stato declassato a Hold da Buy da Deutsche Bank AG, secondo cui la societa’ potrebbe deludere le attese sulle vendite.

Il benchmark di riferimento delle 80 societa’ finanziarie, tra banche, compagnie di assicurazione e societa’ di investimento, che compongono l’S&P 500 ha ceduto il 3.6%, vanificando un rally del 4.2%. Sull’andamento del settore hanno pesato i commenti di Fitch Ratings, che ha rivisto i rating di alcune banche, citando le previsioni di “perdite creditizie piu’ alte”. JP Morgan Chase ha perso oltre il 4%, Goldman Sachs il 4%, mentre Bank of America ha chiuso in rialzo del 7%. Morgan Stanley ha promosso la maggiore banca per numero di asset del Paese a Overweigth da Underweight.

“Questi istituti dispongono di un cuscinetto importante e tutti gli americani dovrebbero avere fiducia nel fatto che col tempo dovrebbero tornare a essere societa’ redditizie”, ha dichiarato ieri Geithner in un’intervista concessa all’emittente PBS.

“Dopo aver conosciuto i risultati degli stress test, l’attenzione del mercato si spostera’ sulla diluizione di capitale e sulla capacita’ di generare utili degli istituti finanziari”, sostiene Walter “Bucky” Hellwig di Morgan Asset Management. “Anche se continuiamo a ricevere notizie migliori sul fronte economico, l’incertezza sul futuro dei finanziari non se ne e’ andata” e continuera’ inevitabilmente a influenzare l’andamento delle contrattazioni.

Sugli altri mercati, i prezzi del petrolio chiudono in rialzo ma lontano dai massimi di seduta. Il contratto con consegna a giugno ha guadagnato $0.37 (+0.7%) a $56.71 il barile dopo aver toccato punte di +4% a $58.57 al barile. Sul valutario. Si rafforza l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3375. Guadagna terreno anche l’oro: i futures con consegna giugno sul metallo prezioso sono saliti di $4.50 a $915.50 l’oncia. In ribasso, infine, i Titoli di Stato. Messi sotto pressione dalla debole domanda della nuova asta del Tesoro Usa da $14 miliardi di titoli, i Treasury sono scivolati sui livelli piu’ bassi dallo scorso febbraio. Il rendimento sul benchmark a 10 anni e’ salito al 3.2950% dal 3.1440% di mercoledi’.