Wall Street appesantita dalla mancanza di misure anti-crisi

19 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street chiude la prima giornata dell’ottava virando in territorio negativo. La spinta ribassista vede protagoniste le banche, dopo che la casa di brokeraggio Nomura ha reso noto di aver tagliato l’outlook del settore finanziario degli Stati Uniti, fino al 2013.

Giù i titoli più rappresentativi del settore, come Goldman Sachs -2,66% e Citigroup, che scende del 4,65%. Proprio queste due banche, insieme a Bank of America (-4,1%, sotto $5 per la prima volta dal marzo 2009), hanno visto target price tagliati dall’istituto nipponico.

Ma non è solo questo fattore a mettere sotto pressione il settore bancario: il Wall Street Journal ha infatti reso noto che la Fed potrebbe aumentare le richieste di capitale considerate necessarie per la stabilità del settore finanziario.

In chiusura l’indice S&P500 perde 14,31 punti (-1,17%) a 1.205,35. Il Nasdaq arretra di 32,19 punti (-1,26%) a 2.523,14, mentre il Dow di 100,13 punti (-0,84%) a 11.766,26.

Ha deluso l’esito della teleconferenza tra i ministri finanziari dell’Eurogruppo, che non sono riusciti ad accordarsi sull’incremento del tetto del fondo di salvataggio.

Il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha confermato che rimangono rischi sostanziali sull’outlook economico e che la legge proibisce di proseguire nel programma di acquisti di bond per contrastare la crisi.

Giornata contrastata per i titoli tecnologici. Apple sale dello 0,31%, mentre prosegue il calo delle quotazioni del produttore di videogame Zynga che, dopo aver perso il 5% lo scorso venerdì, in occasione del giorno dell’Ipo, cede ora quasi il 4,5%. Il prezzo del titolo si allontana dunque sempre di più dal prezzo di collocamento fissato a $10, e va verso $9.

Occhi puntati sul fronte geopolitico asiatico, dopo che la Korean Central News Agency (KCNA), la Tv ufficiale della Corea del Nord, ha annunciato che il “Caro Leader”, Kim Jong-Il, è deceduto, colpito da un attacco di cuore all’età di 69 anni durante un viaggio in treno. Cresce l’incertezza nel nord-est Asia e aumentano le preoccupazioni sul programma atomico di Pyongyang. Tuttavia, la notizia sta avendo poca presa sui mercati azionari occidentali, più focalizzati sull’annosa questione del debito.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, non sono stati comunicati dati di rilievo.

“In assenza di indicatori macro significativi, i mercati probabilmente continueranno a oscillare all’interno di un range – ha commentato Richard Kelly, responsabile della divisione valutaria di ricerca, FX Research, presso TD Securities.

Tra le storie aziendali di rilievo, occhi puntati su Procter & Gamble Co, il più grande produttore al mondo di beni di consumo, che avrebbe interrotto le assunzioni full-time per quest’anno fiscale.

Sul fronte delle operazioni di M&A il principe saudita Alwaleed bin Talal ha acquisito, per la cifra di $300 milioni, una “quota strategica” nella società di microblogging Twitter.

L’euro continua a perdere terreno nei confronti del dollaro – quest’ultimo ha subito beneficiato della sua natura di valuta rifugio, salendo dopo la notizia della morte del leader nordcoreano. Il rapporto eur/usd scende così a quota $1,3000. La moneta unica perde nei confronti del franco svizzero a CHF 1,2181, mentre verso lo yen sale a JPY 101,44.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio scendono a quota $93,88 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano a $1.596,70 l’oncia.