Wall Street annulla i ribassi grazie alla ripresa dei bancari

5 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street chiude la giornata di contrattazioni in leggero rialzo grazie alla ripresa dei titoli bancari e nel settore tecnologia. I dati sul lavoro aiutano e portano ottimismo sullo stato di salute dell’economia.

In chiusura il Dow Jones perde 2,72 punti (-0,02%), a quota 12.415,7 punti, mentre il Nasdaq avanza di 21,50 punti (+0,81%), a 2.669,86. Bene anche lo S&P che sale di 3,76 punti (-0,29%), a 1.281,06.

Sotto i riflettori le rinnovate tensioni sul mercato dei titoli di stato europei e dunque i timori sull’intensificarsi della crisi del debito. Gli spread tra i rendimenti dei titoli a dieci anni italiani, spagnoli e francesi e quelli tedeschi mettono a segno balzi che vanno dal +4% al +8%.

Gli indici americani soffrono però anche per le stime sugli utili del quarto trimestre che sono state rilasciate dalle società di vendite al dettaglio J.C. Penney e Target: stime che sono state riviste al ribasso. JC Penney cede così più del 6%, mentre Target fa -3,7%. Giù, poi, la farmaceutica Eli Lilly -2,1%, che ha fornito un outlook peggiore delle previsioni. Eccezione invece Monsanto, le cui quotazioni salgono più del 5%, grazie agli utili anticipati che risultano migliori delle previsioni.

Da segnalare che lo S&P 500 ha terminato il 2011 con una flessione dello 0,04%, attestandosi a 1.257,6 punti, registrando la variazione annuale più contenuta dal 1947. L’indice è comunque in rialzo del 16% dal minimo del 2011, testato lo scorso 3 ottobre ed è salito dell’1,6% nelle ultime due sessioni.

La Francia ha collocato titoli di stato per una somma complessiva pari a 7,96 miliardi di euro, sulla parte alta della forchetta di 7-8 miliardi prevista. Se da un lato i rendimenti si sono mantenuti su livelli accettabili, la domanda è stata deludente. Di qui, il rialzo degli spread europei.

I mercati azionari globali continuano a guardare poi ai forti tonfi di Unicredit, il cui titolo ora crolla più del 17%, viaggiando ai minimi dal 1992. I finanziari americani assistono però al recupero di Bank of America +8,61%, dopo un avvio negativo.

Tra gli altri bancari, Citigroup +1,21%, JPM +2,09%, Morgan Stanley 2,13%. L’ETF che misura la performance dei titoli finanziari sullo S&P500(il Financial Select Sector SPDR ETF) torna dunque in rialzo dopo le perdite iniziali.

Tra i titoli tecnologici, bene il settore dei semiconduttori, che assiste a un rialzo dell’indice di riferimento Philadelphia Semiconductor Index dello 0,40%.

Sul fronte aziendale, sotto i riflettori Apple Inc., che avrebbe nominato Todd Teresi, di Adobe Systems Inc., a capo della piattaforma di pubblicità mobile iAd, secondo quanto riporta Bloomberg, citando tre persone a conoscenza del caso. Il titolo sale di appena lo 0,21%.

Dal fronte economico degli Stati Uniti reso noto l’indice ISM non manifatturiero, che è stato lievemente peggiore delle attese.

Notizie confortanti dal mercato del lavoro sono arrivate invece con la pubblicazione del dato ADP, che ha messo in evidenza che, all’interno del settore privato, le assunzioni sono cresciute a dicembre di 325.000 unità, rispetto alle 204.000 unità del mese precedente (dato rivisto al ribasso dalla crescita di 206.000 unità inizialmente resa nota). L’indicatore anticipa l’importante rapporto sull’occupazione di dicembre che sarà reso noto dopodomani, nella giornata di venerdì, alle 14.30 ora italiana.

Rese note anche le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione: il dato è stato positivo, e ha messo in evidenza che il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere i sussidi settimanali è sceso di 15.000 unità a 372.000 unità. I numeri sono stati migliori delle previsioni, visto che il consensus aveva stimato un valore più alto, a 375.000 unità. Il dato precedente è stato rivisto però al rialzo a 387.000, dai 381.000 inizialmente resi noti.

Riguardo alla media delle ultime quattro settimane, un indicatore più attendibile in quanto non soggetto alla volatilità dei mercati, questa è esca di 3.250 unità, a 373.250, al livello minimo dal giugno del 2008.

Sul fronte valutario, intanto, l’euro continua a capitolare nei confrontidel dollaro, e al momento sfonda al ribasso anche quota $1,28, accusando principalmente il balzo dei rendimenti decennali in Italia e il sell off su Unicredit; di fatto, la valuta Ue è arriva a scendere a $1,2786. Nei confronti del franco svizzero la moneta unica è a CHF 1,2178, mentre contro lo yen a JPY 98,60.

L’euro è ai minimi degli ultimi 15 mesi nei confronti del dollaro e al valore più basso in quasi 12 anni rispetto alla valuta nipponica (contro cui è arrivato a scivolare fino a JPY 98,48) e continua a scontare il pessimismo sul destino dell’Eurozona.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in calo a quota $101,81 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in a $1.620,10. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono all’1,994%.