WALL STREET: ANCORA VENDITE, ALERT FMI E UTILI

7 Aprile 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini americani hanno chiuso in netto ribasso per la seconda seduta consecutiva, pressati dal nuovo allarme sulle banche e dai commenti negativi di molti investitori ed analisti secondo cui il recente rimbalzo e’ destinato ad esaurirsi in parallelo ai deludenti risultati trimestrali che verranno comunicati nei prossimi giorni dalle aziende americane. Il Dow Jones ha ceduto il 2.34% a 7789, l’S&P500 il 2.39% a 815, il Nasdaq e’ arretrato del 2.81% a 1561.

Con i numeri fiscali di Alcoa, che verranno diffusi subito dopo la chiusura delle Borse, si entrera’ nel vivo della stagione degli utili, ma le stime degli analisti non sono affatto incoraggianti. Le previsioni riportano di un calo medio degli utili pari al 38% per le societa’ facenti parte dell’S&P500, dovuto all’intensificarsi della recessione, di fatto partita nel dicembre del 2007.

“Il rimablzo degli ultimi giorni altro non e’ stato che un rally da mercato orso” ha affermato il noto investitore miliardario George Soros durante un’intervista rilasciata al network televisivo Bloomberg. “Ci troviamo di fronte ad una crisi finanziaria senza precedenti, l’economia non si e’ ancora ripresa dal duro colpo”. Pessimista anche l’altro conosciutissimo investitore, autore di best seller, Marc Faber, secondo cui l’indice S&P500 scivolera’ fino a 750 punti prima di risalire dopo il periodo estivo.

Ad innervosire gli investitori in mattinata era stato l’allarme lanciato sul settore bancario dal Fondo Monetario Internazionale, secondo cui le attivita’ tossiche nei bilanci delle banche e dei gruppi assicurativi potrebbero raggiungere la cifra record di $4 mila miliardi. Solo ieri alcuni analisti avevano avvertito su un incremento di svalutazioni e perdite per gli istituti finanziari, a livelli superiori a quelli fatti registrare durante gli anni della Grande Depressione.

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Tra i singoli titoli, pesanti General Motors (per cui si fa sempre piu’ reale il rischio di bancarotta) e Caterpillar, quest’ultimo danneggiato dai commenti di Bank of America che prevede perdite trimestrali superiori al previsto con le attivita’ manifatturiere destinate a crollare a nuovi minimi. In rosso i due gruppi energetici Exxon Mobil e ConocoPhillips che hanno risentito del calo delle quotazioni del greggio e del taglio delle stime sugli utili per gli anni 2009 e 2010.

Tra le societa’ hi-tech, ha continuato a spingersi al ribasso il produttore di software Sun Microsystems, dopo aver rotto le trattative di merger con IBM. Tra i Big del comparto Google e’ arretrato del 2.60%, Apple del 2.91%, Intel ha perso il 2.59%; poco mosso Microsoft che sul finale ha ceduto i guadagni realizzati nella prima parte della giornata.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico ancora in ribasso il petrolio. I futures con consegna maggio hanno archiviato la seduta in calo di $1.90 a $49.15 al barile. Sul valutario, debole l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3270. In progresso l’oro: i futures con consegna giugno sul metallo prezioso hanno guadagnato $10.50 a $883.30 l’oncia. In rialzo infine i Titoli di Stato Usa. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 2.90% dal 2.9390%.