WALL STREET ANCORA PIATTA, UTILI GIA’ PREZZATI

16 Ottobre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street non si scuote dalla debolezza accusata anche ieri e originata dalla convinzione degli investitori che le trimestrali positive di questi giorni già sono prezzate sui titoli.

Né serve a smuovere, più di tanto, le acque la selva di dati congiunturali di segno positivo diffusa nella giornata; solo il balzo molto superiore alle attese ad ottobre dell’ indice Fed Philadelphia che monitora l’ andamento del comparto industriale fa migliorare leggermente il trend dei principali indici al giro di boa di seduta, con il Dow Jones che riduce le perdite, rimaste comunque frazionali sino ad ora e S&P 500 e Nasdaq che viaggiano leggermente in rialzo.

Per rilanciare gli indici, che hanno appena aggiornato i massimi dell’ anno, servirebbero a questo punto, osservano gli addetti ai lavori, solo notizie spettacolari sul fronte degli utili cui non basta marciare bene e in linea con le previsioni. E, al contrario, basta qualche piccola delusione, come quella giunta dalle trimestrali di due pesi messimi del Dow Jones, Ibm e Caterpillar, per offuscare l’ umore degli investitori.

Le blue chip sono oggi infatti le maggior perdenti tra i principali indici della Borsa Usa, con ribassi comunque di ordine frazionale, mentre S&P 500 e Nasdaq se la cavano oscillando poco variati.

Guardando all’ andamento dei singoli titoli, si segnalano appunto i cali di Catepillar e Ibm, che trainano i ribassi del Dow Jones. La prima, penalizzata dall’ aver deluso il consensus degli analisti per un penny, accusa i maggiori ribassi tra le blue chip e perde circa il 7%, a 73,05 dollari, con un brusco risveglio dal giorno precedente quando aveva raggiunto i massimi da 52 settimane.

Quanto alla big dei computer Ibm, risulta la seconda ‘loser’ del Dow Jones e cede il 4% circa, a 89,26 dollari. per aver diffuso ricavi relativi al terzo trimestre inferiori alle attese degli analisti e aver inoltre fatto considerazioni prudenti sulla ripresa del comparto hi-tech. Sulle prospettive del settore tecnologico getta un’ ombra anche il colosso svedese della telefonia mobile Nokia dopo aver ribassato le stime relative agli utili del quarto trimestre. Le azioni sul listino Usa cedono dunque il 3,4%, a 16,64 dollari.

Non sorride neppure Coca-Cola, che pur avendo dichiarato utili in crescita del 12% nel terzo trimestre in scia all’ aumento delle vendite in Europa, cede l’ 1,3%, a 44,72 dollari. L’umore di Wall Street è penalizzato anche dall’ annuncio del Nyse di voler proceder a multare cinque società di intermediazione finanziaria per aver violato le regole di trading. Si segnala a questo proposito lo scivolone in Borsa di una delle imputate, LaBranche & Co, che lascia sul terreno il 12,4%, a 11 dollari.