WALL STREET ANCORA IN RALLY, INFLAZIONE OK

15 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

Un’altra seduta in rally per gli indici americani. Gli operatori hanno accolto con entusiasmo il favorevole rapporto sull’inflazione che ha confermato un rallentamento della crescita dei prezzi. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.63% a 13639, l’S&P500 lo 0.65% a 1532, il Nasdaq ha chiuso in progresso dell’1.05% a 2626.

Il dato sul CPI e’ avanzato dello 0.7% a maggio, leggermente al di sopra delle stime (+0.6), ma la versione “core” ha registrato un incremento dello 0.1%, attestandosi a livelli migliori del consensus, pari a +0.2%. Cio’ ha porta il tasso annuale al 2.2%, poco lontano dalla zona di “tolleranza” fissata dalla Fed.

L’attuale tasso, in sensibile calo rispetto al picco di settembre (2.9%), potrebbe spingere la Federal Reserve a rivedere le proprie decisioni in ambito di politica monetaria: proprio a causa dell’aumento dei prezzi, e’ dallo scorso agosto che la Banca Centrale conferma il livello del costo del denaro al 5.25%. Gli operatori sperano ancora di assistere ad un taglio dei fed funds entro la fine dell’anno.

Tra gli altri dati in calendario, quello relativo al NY Empire State Index
ha evidenziato un forte recupero dell’attivita manifatturiera nell’area di New York, portandosi ai massimi livelli di un anno a quota 25.8 punti. L’aggiornamento sulla produzione industriale
ha invece mostrato un rallentamento della crescita, accompagnato da una riduzione della capacita di utilizzazione degli impianti. In calo il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori stilato dall’Universita’ del Michigan (83.7 punti contro 88 del consensus).

Il rapporto sui prezzi al consumo rappresentava l’ultimo ostacolo di breve periodo per gli operatori. La prossima settimana sara’ priva di importanti dati macroeconomici: la direzione dei listini nei prossimi giorni potrebbero dunque dipendere in gran parte dalle notizie societarie.

A tal proposito buone notizie sono emerse oggi dal comparto dei semiconduttori: il colosso dei chip Intel ([[INTC]]) e’ salito del 4% grazie all’upgrade emesso dagli analisti di Goldman Sachs (da “Neutral” a “Buy”). In rialzo anche Dell ([[DELL]]) nonostante la posticipazione della diffusione del rapporto fiscale del primo trimestre.

I migliori rialzi all’interno dell’indice industriale sono stati registrati, oltre che dal gia’ citato Intel, da Du Pont ([[DD]]), Walt Disney ([[DIS]]), General Motors ([[GM]]) ed Exxon Mobil ([[XOM]]). Gli unici titoli che hanno chiuso in ribasso sono stati Boeing ([[BA]]), AT&T ([[T]]), Verizon ([[VZ]]), McDonald’s ([[MCD]]) e Microsoft ([[MSFT]]).

Tra le notizie di M&A, il Nymex Holdings ([[NMX]]), proprietario del New York Mercantile Exchange, sta valutando la vendita del gruppo al NYSE Euronext (NYX), al Deutsche Boerse o al Chicago Mercantile Exchange Holdings (CME). Si parla di un prezzo di vendita che prevede un premium dell’11% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura.

Nel comparto dei casino’, Penn National Gaming (PENN) ha raggiunto un accordo per essere rilevata da una cordata di investitori guidata da Fortress Investment Group ([[FIG]]) per un calore di $67 per azione ($8.9 miliardi complessivi da pagarsi in cash).

Nel settore media, riflettori puntati ancora sulla Dow Jones ([[DJ]]): la famiglia Bancroft ha annunciato di essere ancora in trattative con Murdoch, mentre Pearson PLC ([[PSO]]) ha espresso interessamento all’azienda ed e’ alla ricerca di un partner per avanzare una proposta di acquisto sul gruppo editoriale.

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Sugli altri mercati, nel comparto energetico, il petrolio ha proseguito al rialzo sulle aumentate tensioni nelle aree palestinesi e sulle speculazioni relative alla riduzione della capacita’ delle raffinerie. I futures con consegna luglio sono avanzati di 35 centesimi a $68 al barile.

Sul valutario, euro in progresso rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3380. In progresso l’oro. I futures con scadenza agosto sono avanzati di $2.80 a $658.70 all’oncia. In rialzo, infine, i titoli di Stato Usa. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 5.171%