WALL STREET: ANCORA ACQUISTI SUL COMPARTO HI-TECH

7 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Seduta contrastata per i mercati americani, condizionati da alcune prese di beneficio e dalle attese degli operatori per i dati sull’occupazione, in calendario nelle prossime due giornate.

Ancora una volta gli acquisti si sono concentrati sul Nasdaq, che ha archiviato la seduta con un guadagno dello 0.99% a 2077. L’S&P500 ha segnato un incremento dello 0.24% a 1126 e il Dow Jones, l’unico in rosso, e’ arretrato dello 0.09% a 10542.

Anche oggi i maggiori rialzi li hanno registrati i titoli tecnologici. In particolare sono da segnalare i progressi di Nokia e Intel, entrambi favoriti dai giudizi delle banche d’affari. Per quanto riguarda il colosso dei cellulari, JP Morgan ha alzato il rating sul titolo da Neutral a Overweight.

Intel ha invece beneficiato delle note positive di Smith Barney, che ha alzato le previsioni sugli utili dell’azienda del 2004, e di Sanford Bernstein, che ha promosso la societa’ nella categoria Outperform.

Ancora sull’hi-tech, Morgan Stanley ha espresso ottimismo sul comparto delle infrastrutture wireless. Particolarmente sostenuto oggi il rialzo di Nortel Networks (+22%). La societa’ ha annunciato che fornira’ le tecnologie VoIP (telefonia su Intrnet) al colosso telecom Verizon.

Seduta da dimenticare per JDA Software, che ha abbassato le previsioni sui risultati del quarto trimestre perdendo piu’ del 16%. In profondo rosso anche la societa’ retail dell’elettronica Circuit Cicy (-12%), penalizzata dalle vendite deludenti di dicembre.

Sui mercati valutari, il dollaro ha decisamente recuperato terreno nei confronti dell’euro. Dopo il nuovo massimo storico di 1.2810 raggiunto ieri, il cambio euro/dollaro nel tardo pomeriggio a New York e’ 1.2636.

Chiusura positiva per i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni, benchmark della categoria, si e’ attestato al 4.246% contro il 4.277% di martedi’.

In calo il prezzo dell’oro. Il future con scadenza febbraio ha ceduto $1.00 a $422.30 all’oncia. Il petrolio, infine, ha chiuso quasi invariato (-$0.05) a $33.65 al barile.