WALL STREET: ALTA VOLATILITA’. E OGGI SARA’ PEGGIO

15 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Seduta contrastata per la borsa di New York. Al termine degli scambi, trascorsi per larga parte della giornata in territorio positivo, Wall Street vede salire l’indice Dow Jones dello 0,15% a 10.553 punti e lo S&P dello 0,14% a 1,132 punti mentre il Nasdaq arretra dello 0,10% a 2.109 punti. Sulla forte volatilita’ ha pesato anche la circostanza, anticipata di un giorno in questo caso, che venerdi’ e’ giornata di “triple witching”, scadono cioe’ come ogni mese simultaneamente una serie di opzioni e contratti futures.

A tradire il listino tecnologico – proprio nel giorno in cui Ibm presenta un’ottima trimestrale, tirando la volata per il rilancio dell’intero comparto hi-tech – sono tre delle sue esponenti più brillanti, Intel, Apple e Yahoo! frenate dalla valutazione compiuta dagli investitori riguardo i numeri contenuti nelle trimestrali.

Nonostante utili in crescita per tutte e tre le aziende, infatti, il popolo di Wall Street sembra essere rimasto deluso dalla incapicità dei conti di raggiungere le stime fatte, in passato, dagli analisti. Così al suono della campanella di fine contrattazioni, Intel ha ceduto lo 0,9%, Apple il 5,5% e Yahoo! lo 0,6%, segnando il declino (comunque contenuto) di un Nasdaq in grado di toccare, intorno al passaggio di metà seduta, i nuovi massimi dal 2002.

Buona – in un comparto finanziario altalenante – la performance di Bank One, progredita del 14,5% dopo l’annuncio dell’acquisizione da parte della rivale JP Morgan (in calo dello 0,7%) per 58 miliardi di dollari. In territorio negativo, invece, Bank of America (-0,7%), FleetBoston (-1,1%) acquisita dalla stessa Bank of America nello scorso ottobre e Wachovia (-1,5%), nonstante tutte e tre gli istituti di credito abbiano presentato numeri trimestrali incoraggianti.

Ottima, infine, la prestazione di Ibm (+4,1%), favorita da una trimestrale molto positiva, segnata da utili quasi triplicati per il quarto scorcio fiscale del 2003, rispetto al medesimo periodo dell’anni precedente. In un giorno così fortemente caratterizzato dalle trimestrali in arrivo dalle aziende e dalla fusione tra Bank One e JP Morgan, sono passati quasi sotto silenzio, infine, i tanti dati macroeconomici pubblicati oggi e apparsi quasi tutti positivi.

Sugli investitori si sono abbattuti, il dato sul tasso d’inflazione a dicembre (+0,2%) e quello relativo alle richieste di sussidio di disoccupazione settimanali (11.000 in meno rispetto alla precedente) mentre l’indice Empire Manufacturing nello Stato di New York è cresciuto a gennaio a livelli-record accanto all’indice Fed di Philadelphia, finito ai massimi da dieci anni a questa parte.