WALL STREET ALLUNGA LA SERIE NEGATIVA, BENE GE

22 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Di pari passo con le materie prime, il mercato azionario statunitense scivola per la terza seduta di fila, con i finanziari che pagano a caro prezzo la proposta del presidente Barack Obama di guidare con le redini le banche. Gli investitori temono che il cambiamento delle misure di regolamentazione del settore possano danneggiare gli utili degli istituti.

Il paniere allargato cede circa mezzo punto percentuale, estendendo i cali gia’ visti nelle due scorse sedute al -3.4%, passando in negativo per il 2010. Non va molto meglio nel resto del mondo, con le borse del Vecchio Continente nel complesso negative e l’indice dei mercati in via di Sviluppo MSCI che ha perso il 2.7%, accusando la peggiore prova settimanale da ottobre. Petrolio, oro, e alluminio cedono almento l’1%.

La proposta di Obama di impedire le attivita’ di trading alle banche per trarre profitti ha alimentato le preoccupazioni circa l’intensita’ e rapidita’ della riprezsa degli utili societari delle componenti dell’S&P 500. Si teme anche per il futuro rialzo dei tassi di interesse in Cina, che secondo le previsioni degli economisti dovrebbe arrivare entro la fine di giugno.

“Le autorita’ stanno disegnando una linea molto sottile tra lo scongiurare l’eventuale scoppio di una bolla e dare il la’ alla crescita economica”, ha sottolineato in una nota agli investitori Jim Reid, strategist di Deutsche Bank AG, dove aggiunge “e’ evidente che i politici incominciano ad avere abbastanza fiducia nello stato di salute dell’economia globale”.

Gli utili migliori del previsto di General Electric e McDonald’s hanno offerto uno spunto positivo, ma non sono stati sufficienti a mantenere gli indici borsistici principali lontani dal territorio negativo. Le azioni della conglomerata industriale guadagnano lo 0.5% perdendo gran parte dello slancio iniziale.

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Anche Google ha registrato utili migliori alle aspettative, ma i titoli navigano in rosso dalle contrattazioni after-hours di ieri sera. Il fatturato e’ cresciuto senza pero’ riuscire a superare le attese al contrario dei profitti. Il gigante dei motori di ricerca sul Web lascia sul campo il 4%, trascinando al ribasso anche gli titoli dei servizi Internet.

Pesante un po’ tutto il comparto tecnologico, dopo che gli analisti di Citi Investment Research hanno tagliato il rating delle aziende che producono apparecchiature per semiconduttori e chip per computer.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti:
Nat gas- UNG +4.2%, Gold miners- GDX +1.9%, SPDRS homebuilders- XHB -1.9%, SPDRS metals/mining- XME -1.7%, Biotech – XBI +0.7%. Tra i piu’ forti ribassi:
Solar power- TAN -2.6%, Semis- SMH -2.0%, -1.8%, Silver- SLV -1.8%, Commods- GSG -1.7%, Oil HLDRS- OIH -1.5%.

Alle 18:45 circa il volume di scambio e’ di 587 milioni di pezzi al NYSE e 1.25 miliardi al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1181 a 1785 al Nyse e 1229 a 1336 milioni al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 56 a 3 al NYSE e 33 a 11 al Nasdaq.