Wall Street allunga il mini rally di dicembre, si aggrappa ai consumi

2 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Continua il mini rally di dicembre a New York, dove la borsa viene trascinata al rialzo dai big bancari e dai costruttori di case. A ridare fiducia agli investitori, preoccupati per i problemi fiscali dell’Europa cosiddetta “periferica”, sono una manciata di dati economici che fanno ben sperare per due dei mercati piu’ in crisi in America: il lavoro e l’immobiliare. Nel frattempo il Congresso ha approvato l’estensione delle agevolazioni fiscali per la classe media.

In due sole sedute il Dow Jones ha cancellato le perdite accumulate a novembre. Il paniere delle blue chip ha guadagnato lo 0.95% a quota 11362.49, il Nasdaq l’1.17% a 2579.35 punti, l’S&P 500 l’1.28% in area 1221.48.

Nel frattempo in Europa, in una delle riunioni di politica monetaria piu’ seguita degli ultimi anni, la Banca centrale ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse all’1% e di prolungare le operazioni di acquisto di bond fino ad “almeno l’11 aprile 2011”, non escludendo la possibilita’, ove si dovesse presentare il bisogno, di ulteriori misure.

A spingere al rialzo il gruppo delle 30 big della borsa sono Home Depot, Alcoa e la califroniana Bank of America, mentre vengono prese di mira dai ribassisti Cisco e Kraft. L’indice di volatilita’ Vix, considerato misura della paura che aleggia sui mercati, e’ sceso sotto i 20 punti. Tra i settori finanziari, materiali di base ed industriali sono tra i piu’ rischiesti, mentre cedono il passo le grandi catene di beni al consumo.

Dopo aver superato brevemente la linea di parita’ in seguito alla decisione della banca centrale e in concomitanza con la conferenza stampa del numero uno della Bce, Trichet, il dollaro ha perso terreno e nel tardo pomeriggio lascia sul campo circa lo 0.6% rispetto alle sei principali valute rivali. Positivo invece l’euro che si riporta sopra quota $1.32. In netto rialzo il petrolio.

Alla luce degli utili alti che le societa’ sono state in grado di registrare, l’S&P 500 — che ha rotto la parte alta del livello di resistenza di 1200 punti – dovrebbe infine riuscire, secondo gli analisti, a spingersi ulteriormente al rialzo, tanto che il target di fine anno di 1250-1300 non sembra piu’ un’eresia, bensi’ un traguardo raggiungibile. Fattore principale a monte del rialzo previsto nell’ultimo mese dell’anno sara’ la ripresa dei consumi, che gia’ ha iniziato a farsi notare in novembre.

Le societa’ di vendite al dettaglio hanno riportato i ricavi messi a segno in novembre dai negozi aperti da almeno un anno. Le cifre sono state positive, alimentate da un Black Friday (il venerdi’ successivo al Giorno del Ringraziamento) che ha visto un numero di acquisti piu’ alto del previsto. Un esempio lo offrono i dati pubblicati da Costco Wholesale, che hanno battuto le attese: registrato un oprogresso del 9%, anziche’ del 6%.

Target ha annunciato un incremento del 5.5% del fatturato nei negozi aperti da almeno un anno, sopra le stime del 3.7%. Limited Brands, che gestisce Victoria’s Secret e Bath & Body Works, ha riportato un aumento del 10% (le stime erano per un +4%). Per Macy’s rialzo del 6.1% contro il 5% previsto. La catena di abbigliamento per adolescenti Abercrombie & Fitch, ha visto un progresso del 22% delle vendite di molto sopra il +6.8% stimato.

Il costruttore di case Toll Brothers ha registrato un profitto nell’ultimo trimestre, dopo la perdita di $111.4 milioni dell’analogo periodo 2009. Gli utili sono cresciuti a $50.5 milioni. In ambito di affari M&A, con un’operazione da $3.8 miliardi Pepsi ha comprato una quota del 66% nell’impresa russa di bibite Wimm-Bill-Dann.

Per buona parte della giornata l’attenzione e’ stata tuttavia concentrata sui nuovi sviluppi in Europa. Le borse del Vecchio Continente hanno accelerato a passo spedito dopo lo sbandamento subito durante la conferenza stampa del presidente della Bce. Piazza Affari accelera di oltre due punti percentuali sul finale, trascinata da UniCredit, che guadagna circa il 3%.

Il numero uno della banca centrale dell’eurozona, Jean-Claude Trichet, non ha dato un parere esplicito, ma nemmeno tanto tacito, sui piani di estensione del programma di acquisto di bond, definito temporaneo e diverso dalle misure di quantitative easing, in atto ad esempio in Usa per rilanciare la ripresa. La bance centrale e’ combattuta: non puo’ varare misure esagerate, rischiando che l’inflazione scoppi e mostrando di essere nel panico, e allo stesso tempo non puo’ permettersi di restare con le mani in mano.

Mantenuto lo status quo dell’1% sui tassi di interesse, come previsto. Da quel momento l’euro ha ritracciato, cosi’ come gli indici dei mercati, sulla scia di un “sell the news” dopo le speculazioni sulle eventuali nuove misure per contenere la crisi del debito. Ma poi i mercati si sono ripresi gradualmente.

A pesare era stata la delusione per il mancato annuncio della Bce di nuove misure di quantitative easing. L’acquisto di bond e’ stato confermato, ma non e’ stato varato nessun piano di emergenza per contenere la crisi del debito sovrano. Il presidente della Bce ha confermato che prolunghera’ le misure di acquisto di asset fino ad aprile. L’andamento in Usa torna a coincidere con quello dell’euro, che e’ risalito sopra la linea di parita’ nei confronti del dollaro una volta digerite le parole di Trichet in conferenza stampa.

Trichet, numero uno della Banca Centrale Europea, ha affermato che i funzionari di politica monetaria dell’area continueranno a condurre operazioni di rifinanziamento finche’ sara’ necessario; almeno fino all’11 aprile 2001. L’inflazione rimarra’ sotto controllo, ma l’incertezza e’ molto elevata.

A New York il mercato ha esteso i guadagni visti ieri, seduta che si e’ chiusa con un bel rimbalzo dopo tre giornate no. Il pericolo di un contagio della crisi del debito sovrano non e’ dimenticato, ma messo temporaneamente da parte. Le menti degli investitori sono concentrate sui nuovi dati macro in arrivo in Usa, cosi’ come sull’esito dell’asta di bond spagnoli e sulla riunione di politica monetaria della Bce.

In un giorno di grandi speculazioni, in cui i trader sono tornati a prendere qualche rischio, il Dow Jones ha guadagnato il 2.3% ieri, registrando la sua prova giornaliera migliore dal primo settembre. Ad aiutare le blue chip sono stati i dati provenuti dalla Cina, dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Anche oggi le cifre macro Usa sono nel complesso positive, con i due mercati messi peggio della catena economica del paese che hanno dato segnali di stabilizzazione. Bene le vendite di case con contratti in corso. Le richieste di sussidio di disoccupazione sono risultate piu’ alte del previsto nell’ultima settimana, penalizzaando in un primo momento l’andamento degli scambi sull’azionario. Ma la media mobile a quattro settimane – misura considerata la piu’ affidabile, soprattutte viste le tante revisioni al ribasso viste sinora nel 2010 – e’ scesa ai minimi da agosto 2008.

Intanto ieri la Camera Usa non ha approvato il prolungamento dei sussidi di disoccupazione, il che vorra’ dire che 2 milioni di americani rimarranno senza indennita’ a fine dicembre, mentre 800 mila si troveranno senza a Natale. Sempre sul fronte macro Usa ora il mercato aspetta i dati sulle vendite di case con contratti in corso di ottobre, alle 16 italiane, con l’indice che stando alle previsioni dovrebbe essere calato dell’1%.

In Europa, l’asta dei titoli di Sato spagnoli ha avuto un buon esito, anche se i rendimenti si sono spinti in rialzo rispetto all’emissione precedente. L’euro ne ha tratto giovamento, per poi ritracciare in seguito alle parole di Trichet.

I risultati dell’asta spagnola hanno avuto effetti positivi sull’euro. Nel dettaglio la Spagna ha collocato 2,468 miliardi di euro di titoli di stato con scadenza triennale, con rendimenti in rialzo e riscontrando una buona domanda da parte del mercato. Il rendimento medio è salito al 3,717%, contro il 2,527% dello scorso 7 ottobre, e la domanda è stata di 5,599 miliardi di euro, pari a 2,27 volte l’offerta.

Tutti i mercati hanno tirato così un sospiro di sollievo. La tensione ha continuato ad allentarsi anche sul mercato dei titoli di stato italiani, visto che il divario di rendimento tra i Btp italiani a 10 anni e i bund equivalenti della Germania è sceso oggi fino a 165 punti base: ciò significa che che per trovare acquirenti sul mercato i Btp devono offrite 1,65 punti percentuali di rendimento in più rispetto ai tedeschi. Si tratta di un differenziale decisamente più contenuto di quei 210 punti base toccati martedì scorso, nuovo record dalla nascita dell’euro.

L’indice EuroStoxx50 termina gli scambi in progresso di oltre il 2%, in linea con l’andamento positivo del resto d’Europa e con Wall Street che al momento vede gli indici guadagnare circa l’1%. Tra i settori, corre l’auto, bene anche il bancario e le risorse di base. A livello di singoli titoli, l’irlandese Crh
balza del 7%, denaro su Santander, BBVA e SocGen. In calo Bayer e Deutsche Tlk.

Tutte queste notizie hanno rinfrancato i mercati azionari europei, anche se la situazione rimane preoccupante, come ha detto quest’oggi lo stesso numero uno dell’Fmi, riferendosi alla crisi dei debiti in Europa, che a suo avviso rimane forte, e come risulta anche dall’ultimo articolo del Wall Street Journal, secondo cui alcuni Italia, Spagna e Portogallo “hanno fatto pressioni, in privato, per un intervento forte e deciso da parte della banca centrale”.

A proposito dell’Italia, , l’agenzia di rating S&P ha affermato anche che se l’instabilità politica del paese dovesse impedire il rientro del deficit entro i tempi stabiliti, potrebbero essere messi sotto pressione i rating a lungo e breve termine.

Tornando a Piazza Affari, protagoniste comunque ancora le banche e in particolare Unicredit, dopo che oggi l’Ad del gruppo, Federico Ghizzoni, ha ribadito l’intenzione di crescere ancora in quest’area con l’apertura di 900 filiali. Gli acquisti sui finanziari si erano sgonfiati a meta’ seduta.

L’indice FtseMib archivia le contrattazioni in buon progresso, proseguendo nel trend rialzista iniziato ieri. Luxottica e Saipem fanno registrare i maggiori rialzi (sopra il 4%), con la seconda che ha sfruttato la decisione di Goldman Sachs di alzarne il target price a 43,6 euro con rating Buy. In rialzo Fiat
nonostante i risultati delle immatricolazioni in Italia diffusi ieri. Prosegue il buon momento per Telecom, mentre Geox ritraccia.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna gennaio sono in rialzo dell’1.44% a quota $88 il barile. I futures sull’oro con scadenza febbraio avanzano dello 0.07% a $1389.3 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in rialzo dello 0.65% a quota $1.3223. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale 3% in rialzo di 3.6 punti base.