WALL STREET ADESSO CORREGGE, SELL SUI BANCARI

1 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari americani hanno chiuso in rosso per la terza seduta consecutiva, un evento che non si verifica da giugno per l’indice S&P500, bruciando completamente i guadagni accumulati in giornata grazie a buone notizie giunte nel preborsa dal fronte manifatturiero e immobiliare. Alla fine il Dow Jones ha chiuso in calo a -1.95% a 9310,60, lo S&P500 ha perso -2.21% a 998,04 e il Nasdaq a -2,00% a 1968,89. A guidare i ribassi sono stati i titoli finanziari e bancari, anche perche’ il mega rialzo della borsa di New York da marzo ad agosto – pari a oltre +50% per gli indici e ad un ridicolo +123% per i finanziari – avrebbe sarebbe basato su una totale sopravvalutazione degli utili societari stimati, che ha oscurato i dati macro e mascherando il vero stato di salute sia dell’economia che del sistema finanziario.

A guidare il ribasso e’ stato proprio il comparto bancario, appesantito dai timori di nuove perdite a carico delle aziende del settore. “Il futuro delle banche non e’ poi cosi’ cupo come lo era alcuni mesi fa, ma continua ad apparire poco chiaro” ha dichiarato a Bloomberg Don Wordell di RidgeWorth Mid-Cap Value Equity Fund. “Il mercato non puo’ piu’ sostenere movimenti cosi’ ampi”. In alcuni rumors circolati nelle sale trading di New York si parla di altre 200 banche a rischio fallimento.

Wells Fargo, che nel pieno della crisi ha ricevuto $25 miliardi in fondi governativi, ha registrato la piu’ marcata flessione giornaliera delle ultime due settimane (-4.8%), pur avendo annunciato di voler rimborsare i fondi Tarp senza dover cercare nuovi capitali. I sell hanno investito anche Bank of America (-6.4%), American Express (-5.44%) e Citigroup (-9.20%). Il gruppo assicurativo MetLife e’ sceso del 7.4% dopo che gli analisti hanno affermato che le azioni della societa’ “sono avanzate troppo, troppo velocemente”. Male anche American International Group (la famigerata AIG), in picchiata -21% (e’ salita di uno scandaloso +300% dai minimi dello scorso ottobre pre-salvataggio). Ad indicare il calo del sentiment degli investitori, meno ottimisti rispetto ai mesi primaverili, e’ anche l’andamento dell’indice della volatilita’ VIX, risalito con forza negli ultimi due giorni. Secondo i calcoli di Bloomberg lo S&P 500 e’ valutato in qusto momento circa 19 volte gli utili calcolati alla fine della scorsa settimana. Alert: e’ il livello piu’ caro dal giugno 2004.

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L’euforia innescata dai dati macro rilasciati in mattinata ha avuto cosi’ vita breve, risultando vana ai fini della performance giornaliera. Dai numeri pubblicati dall’Institute for Supply Management e’ emerso che l’attivita’ del settore manifatturiero e’ cresciuta a 52.9 punti nel mese di agosto, in progresso dai livelli di luglio e meglio delle stime degli economisti.

Una lettura superiore a 50 indica un’espansione del settore, un evento che non si verificava da gennaio 2008. Nel frattempo l’indice che offre una misura delle vendite di case con contratti in corso e’ salito per il sesto mese consecutivo nel mese di luglio, sui massimi di due anni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico ancora debole il greggio. I futures con consegna ottobre hanno ceduto $1.91 a $68.05 al barile. Sul valutario, l’euro si indebolisce nei confronti del dollaro. Dopo la chiusura della borsa di New York il cambio e’ di $1.4210. Avanza l’oro a $954.70 l’oncia (+$3.00). In rialzo infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.3750% dal 3.4010% di lunedi’.