Wall Street a zig zag, richiesti titoli energetici e banche

18 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca un’ora e mezzo al suono della campanella i listini dell’azionario a stelle e strisce sono retrocessi sui livelli di parita’, in una seduta caratterizzata da forti oscillazioni in vista delle “quattro streghe”. Nel frattempo l’oro ha aggiornato i record assoluti.

Il Dow Jones ha oscillato per tutta la giornata tra il territorio positivo e quello negativo, in una giornata che si temeva fin dall’inizio potesse essere volatile. Tra i settori si mettono in evidenza energetici, materiali di base e titoli finanziari, mentre operatori tlc e societa’ di assistenza sanitaria lasciano il passo. L’indice della Volatilita’, misura della paura che aleggia nei mercati, si trova in area 24.

Tra i singoli titoli, le large cap del comparto hi-tech sono quase tutte in rialzo, con Cisco e Apple che hanno conquistato la vetta del Nasdaq. Sul paniere delle blue chip i leader sono DuPont, Home Depot e JP Morgan.

Motorola cede quota dopo che l’azienda di telefonini ha annunciato che comprera’ la maggior parte del suo debito e iniettera’ il cash rimanente a disposizione nella divisione di dispositivi portatili in crisi, per cui ha in mente un’operazione di spin off.

Acquisti sulla banca Citigroup, che intende raccogliere $3 miliardi da investire in societa’ di private equity e hedge funds quest’anno. Le azioni BP dopo la testimonianza davanti al Congresso Usa dell’amministratore delegato Tony Hayward, durante la quale il manager e’ stato sottoposto a un fuoco incrociato. Il mercato scommette che Hayward verra’ licenziato.

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Nel corso dell’ottava l’azionario e’ riuscito ad accumulare guadagni superiori al 2%, ma grazie alla performance eccezionale di una seduta. La giornata si profila nervosa anche perche’ gli investitori non hanno molto a cui aggrapparsi, con una carenza di notizie societarie e macroeconomiche. In Europa le Borse scambiano sottotono, mentre i mercati asiatici hanno chiuso in linea di massima contrastati.

Ma nel complesso le borse mondiali sono positive, con il MSCI World Index che avanza per la nona seduta consecutiva: si tratta della striscia positiva piu’ lunga degli ultimi 11 mesi. A favorire l’azionario sono le speculazioni secondo cui gli sforzi per arginare la crisi finanziaria andranno in porto.

In Europa l’incertezza sulla crisi del debito sovrano dei PIIGS si e’ placata dopo che i leader della regione hanno promesso che pubblicheranno gli stress test condotti sulle banche spagnole, in modo da aumentare la trasparenza nel settore finanziario.

Intanto forze di segno opposto si stanno scontrando sui mercati americani: da una parte i rialzisti, che credono in un secondo trimestre solido a livello di risultati societari e dall’altra i ribassisti, secondo cui durante l’incontro del Gruppo dei 20 Paesi industrializzati del 26-27 giugno a Toronto difficilmente verra’ raggiunto un accordo in tema di riforma del sistema finanziario. L’UE fara’ fronte unito contro il Brasile, Cina e Canada, spingendo per una tassa sulle transazioni finanziare e un maggiore controllo del settore.

Ieri un bel balzo dei tecnologici ha aiutato i listini a recuperare terreno sul finale, dopo una seduta che rischiava di essere compromessa da qualche dato macro deludente. Oggi il calendario e’ privo di appuntamenti e l’attenzione degli investitori e’ concentrata sul valutario e la questione sempre calda del debito sovrano europeo.

Dal valutario non sono arrivate particolari spinte, con il dollaro che e’ sostanzialmente piatto contro il basket delle sei principali valute rivali. Quanto all’euro, e’ in lieve flessione contro il biglietto verde. A spiccare e’ invece il balzo dell’oro, i cui prezzi sono saliti su nuovi massimi assoluti in area $1260 l’oncia.