WALL STREET A NUOVI MASSIMI, L’INFLAZIONE E’ OK

14 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Seduta in buon progresso per gli indici americani, che hanno ritrovato la via dei rialzi, dopo essere stati sotto pressioni quasi per l’intera giornata, solo nelle ore finali. A spingere i listini sono stati gli incoraggianti dati macro economici, che hanno evidenziato un livello contenuto delle pressioni inflazionistiche. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.71% a 12218, l’S&P500 lo 0.64% a 1393, il Nasdaq e’ avanzato dell’1.01% a 2430.

Nel mese di ottobre, i prezzi alla produzione
hanno registrato un calo dell’1.6%, eguagliando il maggiore calo in assoluto registrato nell’ottobre del 2001. L’indicatore si e’ rivelato nettamente inferiore alle stime degli analisti che avevano pronosticato una flessione dello 0.5%. Positivo anche il contributo dal dato “core” (privato delle componenti piu’ volatili come cibo ed energia), che e’ diminuito dello 0.9% (contro le attese di un rialzo dello 0.1%), segnando la maggiore flessione di 13 anni.

Notizie incoraggianti anche dall’altro dato diffuso prima dell’apertura, relativo alle vendite al dettaglio. L’indicatore e’ diminuito dello 0.2%, in misura inferiore rispetto alle attese (-0.4%). La flessione e’ da imputare principalmente al calo dei prezzi della benzina; escluso il settore delle auto il dato ha subito un decremento dello 0.4%.

Infine, nel mese di settembre le scorte di magazzino sono cresciute dello 0.4%, in misura lievemente inferiore al consensus, pari ad un rialzo dello 0.5%. Sono risultate in calo del 2% le vendite.

La nervosa attesa per i dati sui prezzi al consumo, che verranno diffusi nella giornata di giovedi’, aveva spinto gli operatori ad una maggiore cautela iniziale, per valutare pienamente il trend delle pressioni inflazionistiche. Nel caso di un contenuto livello del CPI, potrebbero aumentare le possibilita’ che la Federal Reserve adotti un taglio al costo del denaro gia’ nei primi mesi del prossimo anno.

Sul fronte societario, ad occupare la scena sono state prevalentemente le aziende del settore retail. Bene il colosso Wal-Mart ([[WMT]]), salito in seguito all’aumento dell’11% dei profitti, superiori alle attese; non ha influito sulle contrattazioni giornaliere il fatto che la societa’ abbia tagliato le stime sull’intero anno fiscale. Il CEO del gruppo, Lee Scott, si e’ detto fiducioso sulla stagione natalizia, grazie alle strategie di prezzo utilizzate per attrarre una maggiore clientela.

Dopo un avvio debole, a spingersi al rialzo e’ stata anche l’azienda specializzata in prodotti per la casa Home Depot ([[HD]]), aiutata da un recupero del comparto immobiliare sulla scia del calo dei tassi a lungo termine, che hanno oscurato la deludente trimestrale e il povero outlook offerto prima dell’apertura.

In buon progresso anche Target ([[TGT]]), forte dal balzo degli utili trimestrali e dei massicci livelli di vendita che fanno ben sperare per la stagione delle festivita’.

All’interno del Dow Jones, i maggiori rialzi sono stati realizzati, oltre ai gia’ citati Home Depot ([[HD]]) e Wal-Mart ([[WMT]]), anche da Intel ([[INTC]]), Pfizer ([[PFE]]), Merck ([[MRK]]) e Caterpillar ([[CAT]]). A soffrire particolarmente sono stati Du Pont ([[DD]]) ed Alcoa ([[AA]]).

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Sugli altri mercati, nel comparto energetico greggio ancora in calo a causa delle elevate temperature in molte aree degli Stati Uniti che hanno affievolito i timori su domanda ed offerta. I futures con consegna dicembre sono arretrati di 30 centesimi a $58.28 al barile, estendendo al 4.7% la perdita degli ultimi tre giorni.

Sul valutario, in leggero rialzo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2810. In ribasso l’oro. I futures con scadenza dicembre sono arretrati di $0.50 a $625.30 all’oncia. Performance positiva per i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.568% dal 4.6050% di lunedi’.