Wall Street a due velocita’, dubbi sul mercato del lavoro

7 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Seduta in progresso per l’azionario americano alla fine di una settimana positiva dopo la debacle di quella prima. Gli investitori sono impegnati a digerire gli ultimi dati macro chiave pubblicati in Usa. Le cifre sono risultate migliori delle aspettative. La buona notizia e’ che gli Stati Uniti non sono in fase di recessione, ma gli elementi strutturali non sono positivi: 72.000 di media negli ultimi mesi e’ troppo bassa.

Alle 17.15 italiane il Dow Jones avanza dello 0,33%, l’indice S&P 500 cede lo 0,2% e il Nasdaq e’ in calo piu’ accentuato, dello 0,56%. Wall Street viene da tre giorni di forti guadagni, che hanno riportato il Dow Jones nella giornata di ieri a superare quota 11.000.

Dal report occupazionale governativo e’ emerso un quadro piu’ in salute del previsto del mercato del lavoro. Gli Stati Uniti hanno creato 103 mila posti in settembre contro i 60 mila previsti.

La media di posti creati, tuttavia, e’ ancora troppo bassa (72 mila negli ultimi mesi): servirebbe un numero pari a 261.200 al mese per ritornare sui livelli pre-recessione prima della fine del secondo potenziale mandato di Obama, a novembre 2016. Nel frattempo il tasso di disoccupazione e’ rimasto invariato su livelli molto alti: da febbraio 2009 e’ sopra l’8%.

Inoltre la durata media dello status di disoccupato in Usa e’ salita a 40,5 settimane in settembre: il record di sempre (vedi grafico allegato). Nella giornata di oggi saranno resi noti anche i dati relativi alle scorte di magazzino all’ingrosso (alle 16 ora italiana) e al credito al consumo (alle 21).

L’attenzione è anche sulla performance delle borse europee che, dopo i rally della settimana, propendono per una maggiore cautela. Si guarda al trend delle banche, dopo che Moody’s ha tagliato il rating di 12 istituzioni finanziarie.

Sul fronte valutario, l’euro ha reagito immediatamente ai dati americani, dimostrando il ritorno della propensione al rischio e arrivando a superare anche quota $1,35, prima di ridurre i guadagni e salire nel finale dello 0,46%, a $1,3492. La moneta unica cede lo 0,11% sul franco svizzero a 1,2354, mentre sale sullo yen a 103,54 (+0,63%).
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Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio rimbalzano dello 0,90%, a $83,33, mentre le quotazioni dell’oro salgono dello 0,27%, a 1.657,60.