Wall Street a corto di idee

26 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street chiude in rosso una seduta in versione bonsai – la campanella ha suonato alle 19 italiane. Riaperti i battenti dopo la pausa in occasione del Giorno del Ringraziamento, il mercato, irritato dalle notizie giunte da Europa e Asia, ha provato, invano, a risollevarsi negli ultimi minuti.

Il Dow cede lo 0.83% a 11094.31 punti, spinto al ribasso da Alcoa (-1.5%), Caterpillar (-0.9%) e Hewlett-Packard (-0.8%). Si mette in bella mostra Cisco, unica blue chip a guadagnare terreno per il momento. L’indice VIX di volatilita’ scambia sopra quota 19. Fa meglio il Nasdaq con un calo dello 0.28% a quota 2536.07. L’S&P 500 ha perso lo 0.7% in area 1189.96.

Visto l’intensificarsi della crisi del debito sovrano europeo e l’aumento delle tensioni geopolitiche nella penisola coreana, i trader sperano per lo meno di ricevere presto notizie positive dall’andamento delle vendite nei negozi americani, aperti sin dalle prime ore dell’alba quest’oggi, giorno del cosiddetto “Black Friday”, che piuttosto sui mercati e’ stato un “Bleak Friday” (letteralmente “venerdi’ incolore”).

A New York si teme per un contagio della crisi del debito nei paesi periferici dell’area euro e per l’aumento progressivo delle tensioni nella penisola coreana. Il dollaro scambia in progresso sulle valute che presentano rischi maggiori (i tassi di interesse Usa sono da due anni fermi in prossimita’ dello zero), con l’euro che scivola poco sopra l’area $1.32, livello che non si vedeva da meta’ settembre. Presi di mira anche i metalli preziosi.

Seduta pesante per i mercati europei Londra (-0.53%, Parigi -0.85% e Francoforte -0.45%) nel panico per la paura che la crisi del debito sovrano si diffonda tra i paesi periferici dell’area euro. A farne le spese sono sopratutto Portogallo e Spagna, le principali indiziate a fare la fine di Irlanda e Grecia, mentre si inizia a parlare anche di Belgio, evento che imporrebbe la revisione dell’acronimo PIIGS. Gli spread tra i rendimenti dei decennali di Spagna e Germania hanno toccato i massimi di sempre dall’introduzione dell’euro. Nel frattempo Lisbona ha approvato il piano di bilancio 2011 e smentito le voci secondo cui avrebbe bisogno di aiuti dall’UE.

Gli investitori sperano si faccia al piu’ presto chiarezza sul piano di salvataggio dell’Irlanda. “Se il mercato vuole focalizzarsi sulle notizie negative, ce ne sono tante a cui fare riferimento”, dice Mike Lenhoff, chief strategist di Brewin Dolphin Lenhoff.

Nella giornata di shopping piu’ importante dell’anno negli Stati Uniti, con i negozi che offrono sconti fino al 50-90% in alcuni casi, i titoli Macy’s si sono ben comportati (+0.5% circa) sulle anticipazioni di un buon andamento delle vendite presso i suoi punti vendita.

L’UE e il FMI si siederanno attorno a un tavolo per discutere della possibilita’ di imporre dei tagli agli obbligazionisti se non dovessero investire ulteriori capitali. Stando alle voci che circolano in Europa ultimamente, i paesi dell’eurozona stanno esortando il Portogallo ad accettare un pacchetto di aiuti, ma da Lisbona sostengono di non aver bisogno di un’ancora di salvezza, sottolineando che il piano di bilancio appena approvato, che prevede misure di austerita’, sara’ sufficiente.

Tra i settori ad essere particolarmente colpite sono le banche, che e’ poi il comparto dove si presentano i maggiori i rischi per l’economia mondiale. In Usa presi di mira sopratutto i titoli Citigroup. Ma i titoli finanziari sono colpiti dai ribassisti da entrambi le parti dell’oceano: la lettera si abbatte su HSBC, BNP Paribas e Deutsche Bank.

In Asia le borse hanno perso terreno (Nikkei -0.4%, Hang Seng -0.8%, Shanghai -0.9%) penalizzate dalle tensioni montate nella penisola coreana e dalle possibilita’ di un’ulteriore stretta in Cina. Il governo di Pechino sta facendo di tutto per fra fronte all’incremento delle derrate alimentari. Tra le manovre adottate, i funzionari stanno tentando di incoraggiare gli agricoltori a produrre piu’ verdure e aumentare i raccolti.

La Corea del Nord nel frattempo continua a mantenere una posizione dura, scaricando retoricamente le colpe sugli altri. Nel contesto Pyongyang afferma che le mosse di Usa e Seul non hanno fatto altro che aumentare la possibilita’ che il conflitto si trasformi in una guerra.

Con un calendario macro scarno di appuntamenti, i riflettori in America sono puntati sul gruppo di societa’ di vendite al dettaglio, con le cifre sull’andamento delle vendite nei punti vendita il venerdi’ successivo al Giorno del Ringraziamento. Focus in particolare sulle catene di magazzino e le aziende di vendite online, tra cui eBay, Target e Amazon.

Sempre in ambito societario, la societa’ Del Monte e’ stata ufficialmente rilevata dal gruppo di private equity KKR al prezzo di $19 per azione, mentre CPI International e’ stata comprata da una societa’ affiliata di Veritas Capital Fund IV per $19.50 per titolo. Fiat vuole una joint venture con Chrysler a Torino.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna gennaio ha chiuso in lieve calo a quota $83.76 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro ha fatto segnare -1.3% a $1355.8 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in calo dello 0.96% a quota $1.3233. Quanto ai Treasury, i prezzi sono cresciuti, con il rendimento dei titoli di stato Usa a 10 anni in contrazione di 0.5 punti base a quota 2.864%.