WALL ST. VOLATILE, POCA FIDUCIA TRA I CONSUMATORI

12 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’ultima seduta dell’ottava e’ all’insegna della volatilita’. Dopo una partenza positiva, gli indici americani hanno invertito rotta con la pubblicazione del dato sulla fiducia dei consumatori per poi continuare a cambiare direzione.

A quasi due ore e mezzo dall’avvio delle contrattazioni, i listini americani tengono a fatica la parita’. Il Dow guadagna lo 0.06% a 10618 punti (+7), il Nasdaq cede lo 0.02% a 2368 mentre l’S&P 500 segna un -0.05% a 1150.

La giornata sembrava iniziata con il piede giusto grazie alle vendite al dettaglio. Nonostante il maltempo che a febbraio ha investito gran parte degli States, le persone sono tornate a spendere, facendo registrare vendite superiori alle attese. Ma a frenare gli entusiasmi ci ha pensato poi la fiducia dei consumatori rilevata dall’Universita’ del Michigan, inaspettatamente in calo a causa del persistere delle proccupazioni sulla disoccupazione. Lievementesotto le stime, invece, le scorte di magazzino.

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Si guarda anche alle poltrone vacanti nella Fed. Dopo l’uscita di Donald Kohn prevista per giugno, il presidente Obama sarebbe pronto a nominare vicepresidente della banca centrale Janet Yellen, attualmente presidente della Fed di San Francisco e sostenitrice della politica monetaria accomodante targata Ben Bernanke. “Considerando tutti i discorsi tenuti negli ultimi anni e in modo particolare nei mesi scorsi, ‘e difficile immaginare che Yellen votera’ per una politica monetaria piu’ restrittiva nel 2010 a meno che nella seconda parte dell’anno arrivino segnali economici piu’ robusti di quelli fino ad ora previsti dalla Fed”, ha commentato Dan Greenhaus, chief economic strategist in Miller Tabak.

Gli operatori nel frattempo si interrogano sull’esito della riunione del braccio di politica monetaria della Fed, che il 16 marzo prossimo tornera’ a pronunciarsi sui tassi. Nessuno si aspetta un rialzo del costo del denaro ma almeno una modifica di una specifica frase che dal marzo 2009 accompagna il comunicato finale: i fed funds resteranno a bassi livelli per “un periodo prolungato”. Secondo alcuni osservatori c’e’ la probabilita’ che ci siano dei cambiamenti su questo fronte.

Se cosi’ fosse a risentirne saranno i Titoli di Stato a due anni, i primi ad esser condizionati dalle scelte della Fed. Oggi, in articolare, ci sono stati grandi movimenti sul decennale. A inizio giornata i rendimenti si sono spinti fino ai massimi di tre settimane a 3.79% salvo poi tornare a far gola agli investirori spingendo nuovamente all’insu’ i prezzi.

A livello di comparti, quello farmaceutico e’ frenato da Abbott Laboratories e Pfizer. Nel primo caso il titolo e’ stato bocciato dagli analisti di Citigroup a Sell da Hold. Nel secondo, sono stati annunciati deludenti risultati legati a due prodotti oncologici.

Tra le catene di abbigliamento, guadagna il 5% Aeropostale grazie a conti e prospettive positive per il futuro. Le indicazioni sul primo trimestre riviste al rialzo spingono all’insu’ anche il gruppo di fertilizzanti Potash (+6%). Vola del 9% ATP Oil & Gas Corp. nel giorno della trimestrale.

I titoli con le maggiori perdite sono Cytori Therapeutics (-14.7%) e Pacific Sunwear of California (-15%), sempre a causa di risultati trimestrali e indicazioni sui mesi prossimi.

Il fondo di private equity KKR intende debuttare sulla borsa newyorkese. Dopo due anni di tentativi, l’Ipo “dara’ l’opportunita’ di investire nel nostro business” ha spiegato la societa’ che intende cosi’ raccogliere 2.2 miliardi di azioni. KKR Guernsey, la societa’ controllata e quotata ad Amsterdam, verra’ dissolta. I relativi azionisti, ai quale verr’a data un’azione americana per ogni titolo gia’ posseduto, controlleranno il 30% della societa’ che verra’ scambiata al New York Stock Exchange.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio, arrivate a toccare quota $83, si sgonfiano. I futures con consegna aprile cedono $0.07 attestandosi a quota $82.04 al barile. L’Agenzia internazionale dell’energia ha oggi migliorato le stime sulla domanda. Sul valutario la moneta unica viaggia a quota $1.3773 (+0.67%). L’oro perde i guadagni della mattinata fermandosi in area $1107.20 l’oncia (-0.11%). Si sgonfiano i rendimenti dei Titoli di Stato, quello sul benchmark decennale che si attesta al 3.71.