WALL ST. VIRA IN POSITIVO MALGRADO TIMORI DEFICIT

9 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

La Borsa statunitense arriva al giro di boa in cauto rialzo, con i listini che hanno cancellato le perdite iniziali grazie all’indebolimento della valuta americana.

Negli ultimi scambi il dollaro ha gradualmente ritracciato contro le principali valute concorrenti, offrendo un sostegno agli indici di Borsa. Nel frattempo i prezzi del petrolio si sono riportati sopra i $73 dollari al barile, aiutati dall’inaspettato calo delle scorte settimanali. Intanto rimbalzano anche le quotazioni del metallo prezioso, salito sopra $1.140 l’oncia.

Tra i settori si distinguono in positivo i produttori di materiali di base, gli energetici e i finanziari. Questi ultimi sono favoriti dalle notizie secondo cui l’amministrazione Obama ha deciso di prolungare il piano di aiuti TARP fino al 3 ottobre dell’anno prossimo. Il programma di finanziamenti federali per il sistema finanziario doveva scadere alla fine del 2009, ma il segretario del Tesoro Geithner ha la facolta’ di stabilirne l’estensione previa approvazione del Congresso.

Bene anche il comparto delle societa’ di assistenza sanitaria dopo che i senatori democratici hanno raggunto un accordo che prevede l’eliminazione della cosiddetta opzione pubblica dal piano di riforma del sistema di health-care messo a punto dal governo.

Denaro su 3M dopo che Citigroup ha deciso di promuovere i titoli della componente del Dow a Buy da Neutral. Ieri le azioni della produttrice di materiali industriali sono scivolate di oltre l’1% per via dell’annuncio di un outlook che ha deluso le attese del mercato. La societa’ non e’ la sola a mettersi in evidenza sul Dow, mentre per General Electric e DuPont si prospetta una chiusura all’insegna dei ribassi con la conglomerata industriale e la societa’ di scienze e tecnologia che rimangono schiacciate in fondo al paniere delle blue chip.

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In ambito macro, le scorte di magazzino all’ingrosso sono risultate a sopresa in rialzo nel mese di ottobre. I dati non hanno pero’ avuto un impatto particolare sull’andamento dei listini.

Nel frattempo le Borse dei Paesi in via di Sviluppo sono in calo per la quarta seduta di fila. Si tratta della serie negativa piu’ lunga da oltre due mesi. Mentre Dubai e’ impegnata a ristrutturare il suo debito, i bond della Grecia hanno dovuto fare i conti con un nuovo downgrade proprio nel giorno in cui l’agenzia Standard & Poor’s ha deciso di tagliare a Negativo l’outlook sul rating creditizio della Spagna.

Il ministro delle Finanze greco George Papaconstantinou ha voluto gettare acqua sul fuoco spendendo parole rassicuranti, precisando che non c’e’ nemmeno la remota possibilita’ di un default, dopo che i titoli obbligazionari del Paese hanno accusato i cali piu’ marcati degli ultimi dieci anni.

Intanto il costo dei CDS (Credit Default Swaps) di Dubai World scontano un rischio del 33% che la societa’ di proprieta’ dell’emirato non riesca a ripagare il debito. Secondo S&P, a causa di un periodo prolungato di debolezza economica, la Spagna subira’ “un deterioramento piu’ pronunciato e persistente delle sue finanze pubbliche rispetto alle concorrenti” e rispetto a quanto precedentemente stimato.