WALL ST. TENTA IL RECUPERO, POI CEDE SUL FINALE

27 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver attraversato piu’ volte la linea di parita’, gli indici hanno archiviato la sessione in rosso a causa delle forti vendite maturate sul finale. Il dato incoraggiante sul comparto immobiliare e l’implementazione del piano di salvataggio proposto dal governo americano non sono riusciti a smorzare i timori legati alle prospettive di una recessione globale che possa continuare a spingere giu’ i listini. Il Dow Jones, mossosi in un trading range di oltre 400 punti, ha perso il 2.42% a 8175, l’S&P500 il 3.17% a 848, il Nasdaq e’ arretrato del 2.97% a 1505.

Si continua a respirare un’aria di nervosismo a livello internazionale: negli ultimi mesi, l’evaporazione del credito disponibile potrebbe aver danneggiato le attivita’ di prestito fino al punto che potrebbe essere inevitabile una recessione su vasta scala. Martedi’ avra’ inizio la due giorni della Fed per la decisione sui tassi d’interesse. Il mercato si aspetta ampiamente un taglio di 50 punti base del costo del denaro, il che porterebbe il target sui fed funds all’1.00%. In Europa, il presidente della BCE, Jean Claude Trichet, ha lasciato intendere che si potrebbe assistere ad un’operazione dello stesso genere nel meeting in programma per il prossimo 6 novembre.

“Cio’ che appare maggiormente importante a questo punto e’ contenere gli effetti della crisi” ha dichiarato Chris Orndorff, responsabile della divisione equity di Payden & Rygel. “E’ necessario che le banche inizino ad accollarsi qualche rischio, ci vorranno comunque dei mesi per assistere alla normalizzazione del mercato”.

Si nota un continuo sforzo a livello internazionale dunque per tenere sotto controllo una situazione che non puo’ rischiare di sfuggire di mano. I Paesi del G-7 potrebbero intervenire per fermare il fortissimo apprezzamento dello yen (ai massimi di 13 anni, mentre la borsa di Tokyo e’ a minimi di 26 anni) nei confronti delle principali valute. Il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato un piano di salvataggio per Ucraina e Ungheria, la Corea del Sud ha effettuato un taglio del costo del denaro pari a 75 punti base, il Kuwait e’ stato costretto a salvare una banca durante il weekend.

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Negli Usa da oggi la Fed ha dato il via al riacquisto delle commercial paper, e cio’ ha funto da temporaneo catalizzatore sul settore finanziario. Gli investimenti del governo nella banche regionali hanno permesso a titoli come Suntrust Banks e Fifth Third Bancorp di chiudere in rialzo. In calo invece Goldman Sachs e Citigroup dopo un articolo apparso sul Wall Street Journal incentrato sulla possibile fusione dei due colossi bancari. Pesante Morgan Stanley, in ribasso di oltre il 16%.

Nel comparto dell’auto, prosegue il tam-tam sull’opportunita’ di un merger tra General Motors e Chrysler. Altre voci riportano di una possibile cessione di Volvo da parte del gruppo Ford. Su lato degli utili aziendali, bene Verizon: il gruppo telecom ha comunicato profitti in rialzo del 31% su un aumento dei ricavi pari al 4%, rispettando le attese degli analisti. Il titolo, oggi maglia rosa del Dow Jones, ha chiuso con un progresso del 10%.

Sugli altri mercati, in calo il petrolio. I futures con consegna dicembre sono arretrati dell’1.4% a $63.22 al barile. Sul valutario, ancora in calo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2520. In recupero l’oro. I futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno guadagnato $12.60 a $742.90 l’oncia. Arretrano infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.7290% dal 3.6990% di lunedi’.

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