WALL ST: SPINTA DA HI-TECH, VOLATILITA’ ALLE STELLE

18 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza positiva per il mercato azionario statunitense in un giorno di altissima volatilita’ in occasione delle quattro streghe, ovvero la scadenza di contratti chiave su titoli e opzioni. Fa paura il volume degli scambi: al NYSE sono state scambiate mezzo miliardo di azioni in 3 minuti, un record.

Sono molte le aziende, in particolare nel settore tecnologico, che hanno riportato conti migliori delle attese nell’ultimo trimestre fiscale, alimentando le speranze che il 2010 finira’ per essere un anno redditizio per le societa’ americane. Cio’ ha incoraggiato gli operatori, convincendoli a tornare ad acquistare asset rischiosi dopo la seduta negativa di ieri.

Tuttavia il recente rafforzamento del dollaro, passato negli ultimi scambi in territorio positivo, ha placato l’entusiasmo suscitato dai conti di RIMM, Oracle e Nike ed al momento il rialzo dei listini e’ moderato. I guadagni del biglietto verde non hanno tuttavia compromesso la prova positiva dell’oro nero: i prezzi del greggio al momento fanno un balzo del 2.5% sopra quota $74, favorendo la prova dei petroliferi e in particolare di Exxon Mobil.

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In calendario macro non figurano appuntamenti di rilievo, ma nel giorno delle quattro streghe, ovvero la scadenza di contratti chiave su opzioni e titoli, si profila un’alta volatilita’, con gli investitori intenti a sistemare le loro posizioni.

Nel frattempo l’attenzione e’ rivolta all’incontro dei leader mondiali in corso di svolgimento a Copenhagen, dove il presidente Barack Obama e omologhi cercheranno di stringere un patto storico volto a risolvere l’annoso problema del riscaldamento climatico.

Il numero uno della Casa Bianca ha fatto sapere che un accordo imperfetto e’ sempre meglio che un nulla di fatto. Una delle proposte prevede un tetto alle temperature e finanziamenti pari a $100 miliardi destinati alle nazioni piu’ povere, ma non stabilisce nessun limite alla riduzione di emissioni inquinanti.

Nel mantenere gli interessi invariati, la Banca del Giappone ha reso noto che non tollerera’ livelli inflativi pari o sotto allo zero. La decisione ha aiutato il dollaro a guadagnare quota contro lo yen e attestarsi a 90.26 yen da 89.87.

A polarizzare l’attenzione in mattinata sara’ certamente Boeing, dopo che Ryanair ha messo la parola fine ai colloqui in corso circa l’operazione di acquisto da parte della compagnia low cost irlandese di una flotta di 200 aerei.

In ambito di trimestrali, le notizie giunte ieri a mercati chiusi sono state per lo piu’ incoraggianti. All’interno del settore dei telefoni palmari, Research In Motion accelera di oltre l’11% dopo che la produttrice del palmare Blackberry ha registrato un rialzo del 59% dei profitti trimestrali, facendo meglio delle attese sia sul fronte degli utili che dei ricavi. Di tutt’altro tenore la prova della concorrente Palm, che scivola di circa il 13% dopo aver ristretto la perdita trimestrale ma allo stesso tempo riportato dati i quali suggeriscono che le vendite di nuovi dispositivi, come il Pre e il Pixi, sono probabilmente destinate a rallentare.

Oracle balza del 4% dopo che il produttore di software per le aziende ha superato le stime del mercato con un progresso trimestrale del 12% alla voce profitti. Nike ha annunciato di aver archiviato il trimestre con un calo del 4% dei profitti, ma allo stesso tempo di aver riscontrato una promettente crescita della domanda.

Accenture ha riportato invece un calo degli utili del 7%, emettendo al contempo linee guida deludenti per quanto riguarda il fatturato se confrontate alle previsioni di Wall Street. Carnival da parte sua accelera in vista della pubblicazione della trimestrale, con gli investitori che aspettano di sapere se l’operatore di crociere scegliera’ o meno di tornare a concedere dividendi.

Sugli altri mercati, nell’energetico avanza il greggio. Al momento i futures con consegna dicembre scambiano in rialzo di di $1.71, attestandosi a quota $74.36 il barile. Sul valutario, il dollaro cede lievemente terreno nei confronti dell’euro, con la moneta unica che sale a quota $1.4342 (+0.03%). Scendono i prezzi dell’oro: i futures con scadenza dicembre registrano una flessione di $1.90 a $1105.50 l’oncia. In contrazione i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ aumentato di valore al 3.5000% dal 3.4870% di ieri.