WALL ST. SI SGONFIA, NON REGGE L’EFFETTO FED

18 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Dopo essere partiti in forte rialzo, gli indici americani hanno ceduto gradualmente i guadagni ed a meta’ giornata trattano sotto la linea di parita’. Non ha retto il relativo buonumore innescato in mattinata dalle ultime operazioni della Fed nel tentativo di calmare gli animi con l’iniezione di nuova liquidita’ nel sistema bancario. Il Nasdaq, che trattava in progresso di oltre il 2% nei minuti iniziali, segna una perdita dell’1.20%

A mantenere alta la tensione tra gli investitori e’ la continuazione della crisi all’interno del comparto finanziario e l’enorme incertezza sul futuro di alcune banche d’affari incappate nel ciclone della crisi subprime. Morgan Stanley, in trattative sia col fondo sovrano di Pechino China Investment Corp. per la vendita di una quota del 49% della banca d’affari, che con Wachovia (WB) per un eventuale merger. Il titolo, in evidente difficolta’, segna una perdita del 21%. In forte calo anche Goldman Sachs (GS), in ribasso del 12%.

In seguito al fallimento di Lehman e la vendita forzata di Merrill Lynch a Bank of America, e’ chiaro che il panorama finanziario mondiale potrebbe subire ulteriori cambiamenti nelle prossime ore anche a causa della possibile uscita di scena di Washington Mutual (WM), attualmente impegnata in trattative di vendita. Nella giornata di ieri in UK, Lloyds TSB ha acquistato HBOS per un corrispettivo di $22 miliardi in un’operazione seguita dal governo britannico.

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Dopo il salvataggio del gruppo assicurativo AIG da parte della Fed, la Banca Centrale Usa, in un’azione congiunta con le altre Banche mondiali (BCE, Bank of Japan, Bank of England, Bank of Canada e Banca Svizzera), ha deciso di immettere nuova liquidita’ nel sistema economico per un totale di $180 miliardi. Inoltre, nel tentativo di “lubrificare” ulteriormente il sistema bancario statunitense, i governatori della Banca Centrale Usa hanno deciso di immettere altri $50 miliardi attraverso lo strumenti degli “overnight repos”. In totale quindi i miliardi pompati sono $230.

Il totale del denaro che la Federal Reserve vuole mettere in circolo e’ quadruplicato in poche ore, e in totale ammonta secondo Bloomberg a $247 miliardi, in uno sforzo coordinato per buttare acqua sul fuoco della peggiore crisi finanziaria dal 1929. “C’e’ una totale mancanza di fiducia nei mercati”, ha detto a Bloomberg Jim O’Neill, chief economist di Goldman Sachs a Londra. “Potrebbe non essere l’ultima volta che le banche centrali saranno costrette ad agire”.

Nel comparto energetico, dopo essersi spinto sopra i $100 al barile, il greggio ha ripreso a cedere terreno. In questo momento i contratti futures con consegna ottobre segnano un ribasso di $0.76 a $96.40 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in progresso sul biglietto verde a quota 1.4376. In rialzo l’oro a $876.50 l’oncia (+$26.50). In progresso i titoli di Stato: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.4030%.

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