WALL ST: SELL SULLE AZIONI PER COLPA DEL DOLLARO

22 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Il primo giorno della settimana di scambi a Wall Street va in archivio sotto il segno del dollaro. La posizione dei ministri dei G7 apparsi disponibili – nella riunione di Dubai – ad un regime di cambi più flessibili ha portato la valuta statunitense a perdere terreno sul fronte delle monete rivali, e di conseguenza a smobilizzi di investitori istituzionali che giudicano meno conveniente possedere asset americani, compresi i Treasury (vedi Target News) e le azioni.

Da notare che il rafforzamento dell’euro dovuto al calo del dollaro e’ anche decisamente negativo per le aziende europee con forte fatturato di export.

Il riapprezzamento delle valute asiatiche ha spinto insomma gli investitori non americani a vendere sulla prima piazza finanziaria mondiale, e in certi casi a mettersi short, creando un effetto domino negativo su tutti i listini.

Al termine degli scambi, l’indice Dow Jones ha ceduto l’1,13% a 9.535,41 punti, lo S&P 500 l’1,30% a 1.022,79 punti e il Nasdaq l’1,64% a 1.874,47 punti. Dopo aver toccato giovedi’ scorso i massimi degli ultimi 18 mesi per il Nasdaq (15 mesi per DJIA e S&P 500) il mercato e’ ora in fase di correzione sul breve termine. Secondo i graficisti a Wall Street si era creata anche una situazione di iper-comprato.

Bisognera’ vedere se avra’ la forza di rimbalzare su determinati livelli di supporto (vedi Target News) e anche verificare cosa accadrà nei prossimi giorni quando verranno annunciati nuovi dati congiunturali e inizieranno ad affluire le trimestrali delle società americane quotate.

All’indomani della nomina ad interim di John Reed, ex numero uno di Citigroup, alla guida del New York Stock Exchange, a perdere terreno nella seduta di lunedi’ sono un po’ tutti i comparti, a cominciare da quello tecnologico, frenato dai colossi Microsoft (-2,9%) e Intel (-2,2%). In evidente controtendenza, nella telefonia cellulare, si è comportata molto bene Motorola (+8,7%) dopo le dimissioni annunciate nel weekend dal presidente e amministratore delegato (nonche’ pronipote del fondatore di MOT) Christopher Galvin.

Negativi i titoli della grande distribuzione, rallentati da Wal-Mart (-1,8% a causa delle difficoltà che sta incontrando per l’acquisizione della catena britannica Safeway) a cui hanno fatto compagnia in negativo Target e Home Depot, calate rispettivamente del 2,9% e dell’1%.

Male anche i farmaceutici: Pfizer (-0,9%) e J&J (-0,2%) oltre a BioMarin Pharmaceutical che ha perso il 7,6% dopo aver interrotto la sperimentazione relativa a un farmaco contro le malattie cardiache.

Nel comparto media, InterActiveCorp ha ceduto il 3,3%, in ribasso di 1,23 dollari dopo avere raggiunto un accordo per l’acquisizione di Hotwire, sito Internet operativo nel settore turismo e viaggi, per 665 milioni di dollari (interamente in contanti).