WALL ST: SEDUTA EUFORICA, GRAN RECUPERO FINALE

13 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa a Wall Street si e’ chiusa con gli indici in forte progresso, particolarmente volatili, ma alla fine in gradi di imboccare la strada dei rialzi ed avanzare con decisione. Le vendite maturate a meta’ giornata avevano causato la violazione dei supporti dello scorso ottobre, con il Dow Jones sceso al di sotto della soglia psicologica degli 8000 punti e l’S&P 500 (che ha attraversato la linea di parita’ per ben 38 volte) sceso sotto la fatidica quota 839, minimo intraday dello scorso mese. L’indice industriale, mossosi in un trading range di oltre 800 punti, ha archiviato la sessione in progresso del 6.67% a 8835, l’S&P500 ha guadagnato il 6.92% a 911, il Nasdaq il 6.50% a 1596.

Attratti dalle quotazioni dei titoli particolarmente depresse, gli investitori sono tornati a puntare sull’azionario, mettendo fine alla serie negativa che durava dall’inizio della settimana, costata all’indice S&P500 quasi 10 punti percentuali. “Siamo di fronte alla migliore opportunita’ d’investimento, una di quelle che non si vedevano da diverso tempo ormai” ha dichiarato Robert Schaeffer, money manager di Becker Capital Management.

A caratterizzare la giornata sono stati i contrastati dati economici e gli annunci societari di alcuni colossi americani come Wal-Mart ed Intel. Gli ultimi aggiornamenti macro hanno evidenziato un ancora difficile momento per il mercatodel lavoro. Nell’ultima settimana le richieste di sussidio sono schizzate ai livelli post 11 settembre, ai massimi di 7 anni, confermando il difficile clima che sta mettendo in ginocchio l’economia. Segnali positivi sono giunti invece dalla bilancia commerciale, il cui deficit si e’ ristretto rispetto al mese precedente.

Alcune note positive sono emerse dalla trimestrale di Wal-Mart , il colosso delle vendite al dettaglio che ha riportato una trimestrale migliore del consensus con un incremento del 10% dei profitti. Le condizioni macroeconomiche hanno evidentemente giocato un ruolo fondamentale nei risultati del gruppo (EPS di un centesimo migliore del consensus), spinti dalla maggiore attenzione della famiglie americane nel contenimento della spesa, prediligendo gli acquisti nei centri discount.

Notizie cattive invece per l’industria high-tech. Il gigante dei semiconduttori Intel ha infatti lanciato un warning sui ricavi del trimestre in corso che, con molte probabilita’, si attesteranno ad un livello del 14% inferiore rispetto alle precedenti stime. Il titolo e’ sceso di oltre il 7% nel preborsa, per poi recuperare sul finale di seduta in sintonia col resto del mercato.

“Sappiamo che il tasso di disoccupazione e’ in aumento, e’ cio’ che succede durante una recessione. Sappiamo che la gente non compra PC come una volta, dunque l’annuncio di Intel era in gran parte scontato. E sappiamo anche che Wal-Mart continua a dominare il mercato retail grazie alla competitivita’ sui prezzi” e’ il pensiero di Art Hogan, chief market strategist di Jefferies. “Tutte queste notizie erano gia’ inglobate nella valutazione dei listini, inferiore al fair value”.

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A non partecpare al rally dei listini e’ stato il gruppo automobilistico General Motors, che nel preborsa guadagnava piu’ del 7%, ma ha poi ha invertito rotta dopo i commenti del presidente Usa George W. Bush, contrario all’utilizzo del piano di salvataggio in favore dell’industria automobilistica. L’azione ha chiuso con un ribasso del 4.22%. Pesante Crocs, la societa’ produttrice dei famosi sandali “bucati” (tanto amati proprio da Bush), dopo aver riportato una perdita trimestrale di $148 milioni e lanciato un allarme sui risultati futuri.

Tra le altre news di rilievo, cinque frai i piu’ grandi gestori di hedge fund di Wall Street (compreso Geroge Soros) sono stato interrogati dalle autorita’ del Congresso Usa per capire se le riservate operazioni dell’industria di riferimento possano causare ulteriori rischi al sistema economico-finanziario.

Sugli altri mercati, in recupero il petrolio. I futures con consegna dicembre sono avanzati a quota $58.24 al barile, in rialzo di $2.08. Sul valutario, in gran rispolvero l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2814. Vendite sull’oro: i futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno perso $13.30 a $705.00 l’oncia. In calo i Titoli di Stato Usa. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.8140%.

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