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WALL ST. SCIVOLA SU TIMORI LAVORO E DOLLARO FORTE

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Partenza negativa per i listini azionari americani, appesantiti dalle deboli cifre macroeconomiche pubblicate prima dell’apertura e dai timori sulla situazione finanziaria instabile di Grecia, Spagna e Portogallo.

Il Dow Jones cede lo 0.55% a quota 10213.57, il Nasdaq lascia sul campo lo 0.77% a 2174.10 punti, mentre l’S&P 500 arretra dello 0.59% in area 1090.81. Le preoccupazioni circa il debito dei Paesi Ue hanno aumentato al contempo l’appetito per il dollaro, considerato bene sicuro visti i tassi di interesse cosi’ bassi. Il dollar index scambia in rialzo dello 0.4%, toccando i massimi di cinque mesi.

Cio’ non ha fatto altro che esacerbare le pressioni sui listini. Il morale degli investitori e’ stato messo a dura prova dal rialzo inatteso delle richieste di sussidio settimanali sia continue che nuove. Inoltre la produttivita’ non agricola e’ cresciuta ad un ritmo meno sostenuto del previsto.

Tali notizie negative hanno messo in secondo piano alcuni numeri convincenti relativi al fatturato realizzato in gennaio dalle societa’ di vendite al dettaglio, tra cui Macy’s, Aeropostale e Costco. Peggiori del previsto le cifre pubblicate da Target, che scivola del 4%.

Nemmeno una nuova serie di conti fiscali superiori alle attese, in primis da parte di Visa e Cisco Systems, e’ riuscita a risollevare il morale degli investitori, che da quando la stagione delle trimestrali ha preso il via ha dimostrato di essere particolarmente esigente a riguardo.

Sempre all’interno della sfera societaria, Cisco Systems accelera del 2.5% dopo che la leader mondiale di apparecchiature di Rete ha riportato un profitto in crescita del 23% e annunciato che il fatturato del trimestre in corso potrebbe vedere un incremento di sino al 26%. In denaro anche Visa, anch’essa protagonista di una prova trimestrale superiore alle attese.

Riflettori ancora puntati su Toyota, dopo che la casa automobilistica giapponese, finita nell’occhio del ciclone per i difetti riscontrati in piu’ di una sua vettura, ha alzato l’outlook dopo aver riportato un utile fiscale di $1.68 miliardi, lievemente superiore alle stime.

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In ambito macro, segnali di lieve peggioramento della situazione occupazionale, con le domande di indennita’ di disoccupazione che sono salite inaspettatamente nell’ultima settimana. Deludono anche le cifre preliminari relative alla produttivita’ nel quarto trimestre, cresciuta meno del previsto e meno dei tre mesi precedenti.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in calo le quotazioni del greggio. I futures con consegna marzo arretrano di $1.11 attestandosi a quota $75.87 al barile. Sul valutario la moneta unica e’ in flessione a $1.3826. In contrazione anche l’oro a $1090.90 l’oncia (-$21.10). In netto rialzo i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.6430% dal 3.7030% di ieri.