WALL ST. SCIVOLA: PESANO I DUBBI SULLA RIPRESA

30 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

I principali indici della Borsa statunitense tagliano il traguardo di meta’ seduta in rosso, con le vendite che riguardano un po’ tutti i settori senza particolari distinzioni, dopo che i dati provenienti da Chicago hanno deluso il mercato, alimentando i timori secondo cui l’economia sta facendo fatica a recuperare.

American Express, Walt Disney e JP Morgan Chase cedono oltre due punti percentuali, guidando i ribassi nel Dow Jones, dopo che dall’indicatore fornito dall’Istituto del Supply Management di Chicago e’ emerso che il settore manifatturiero ha subito una nuova frenata in agosto, risultando peggiore rispetto al periodo precedente e anche rispetto alle attese. Il consensus del mercato era per un progresso a 52 punti, l’indice ha chiuso invece a 46.1. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 79 centesimi al giorno, provalo.

“Siamo giunti ad un punto cruciale del ciclo economico”, dice Ralph Shive, manager del fondo azionario Wasatch-1st Source Income. “Tutti si chiedono quale sara’ la forza e la rapidita’ della ripresa. I valori del mercato azionario prezzano un recupero notevole, ma serve che gli utili voltino pagina”.

Dopo pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni, i listini sono improvvisamente sprofondati in rosso. Questo malgrado le cifre cifre migliori del previsto relative al PIL, con il governo che ha rivisto al rialzo il dato relativo al secondo trimestre. L’economia americana ha subito una contrazione dello 0.7% (quindi sempre in recessione), ma meno grave del -1% che si aspettavano gli economisti. Hanno deluso pero’ anche i numeri del rapporto occupazionale del settore privato diffuso dall’ADP, che confermano la continua incessante pedita di posti di lavoro in America.

Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato le stime sulle perdite che la crisi finanziaria dovrebbe provocare nei prossimi tre anni, da qui fino al 2010, di $600 miliardi a $3400 miliardi, sottolineando che l’economia globale sta crescendo piu’ del previsto. Prendere con ottimismo questa comunicazione e’ pura follia, visto che il “buco” e’ di 3.4 trilioni di dollari, una cifra pari al Pil di decine di paesi minori.

Il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq sono tutti comunque in netto rialzo nel mese di settembre, tradizionalmente un mese nero per i listini americani e il paniere delle blue chip fino a ieri si trovava nella posizione giusta per registrare un record nel trimestre: fino alla chiusura di martedi’ il Dow aveva guadagnato 1295.20 punti, il record e’ di 1338.81 punti, stabilito nel quarto trimestre del 1998. Se non fosse che oggi le vendite hanno cambiato lo scenario. Sia il Dow Jones che l’indice allargato S&P 500 hanno avuto la loro migliore percentuale di guadagni dagli ultimi tre mesi del 1998, mentre il Nasdaq si e’ reso protagonista della migliore prova dal secondo trimestre del 2003.

Sul fronte societario il gigante dell’abbigliamento sportivo Nike ha annunciato un risultato fiscale migliore delle attese degli analisti e i titoli correvano nel pre-borsa del 7% circa, per poi perdere terreno. Sotto i riflettori anche il produttore di farmaci svizzero Novartis AG, con i titoli ben comprati grazie alla promozione a Buy da Hold di Citigroup. Precipita invece la societa’ erogatrice di prestiti commerciali CIT Group (-35%), che sta pensando di consegnare la quota di controllo agli obbligazionisti. Sotto pressione anche Toyota Motor, che ha lanciato un alert tecnico: i clienti possono riscontrare problemi di sicurezza al pedale di accelerazione in circa 3.8 milioni di vetture.

Hewlett-Packard, nel frattempo, ha annunciato che potrebbe fondere le divisioni che si occupano di stampanti e PC. Wynn Resorts (casino’ di super-lusso a Las Vegas) ha fissato il prezzo dell’IPO in Asia sulla parte alta della forchetta stimata, mentre si e’ conclusa la disputa legale tra Johnson & Johnson e Boston Scientific, con quest’ultima che versera’ a J&J $716.3 milioni. Bank of America vendera’ la sua divisione di asset-management a Ameriprise per circa $1 miliardo. I titoli Goldman Sachs si muovono in controtendenza dopo che due societa’ di brokeraggio — Bernstein e KBW — hanno rivisto al rialzo l’outlook per il colosso bancario.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: Gasoline-UGA +4.8%, Heating Oil-UHN +4.4%, Crude Oil-USO +4.0%, Commodities-GSG +3.9%, Base Metals-DBB +3.1% e Silver-SLV +2.4%. Tra i piu’ forti ribassi: Home Builders-XHB -1.9%, Biotech-XBI -1.4%, Health Care-XLV -1.3%, Russell 2K-IWM -1.1% e Pharmaceuticals-PPH -1.0%.

Alle 18:45 circa il volume di scambio e’ di 555 milioni di pezzi al NYSE e 1.12 miliardi al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1120 a 1840 al Nyse e 861 a 1708 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 128 a 1 al NYSE e 55 a 13 al Nasdaq.