WALL ST. SCIVOLA IN ROSSO CON I TECNOLOGICI

18 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Si interrompe la serie di tre sedute positive consecutive, con i listini che ritracciano al giro di boa, spingendo l’indice Standard & Poor’s 500 in calo dai massimi di 13 mesi raggiunti ieri.

A pesare sull’andamento odierno sono in particolare le societa’ del settore tecnologico, uno dei settori piu’ presi di mira in mattinata dopo che le previsioni sugli utili annunciate da Salesforce.com e Autodesk hanno deluso le attese. Nel frattempo prosegue il calo del dollaro, mentre i prezzi del petrolio tornano sopra gli $80 al barile, dopo il calo inatteso delle scorte di greggio settimanali.

Al mercato non sono piaciuti nemmeno i dati macro diffusi prima dell’apertura delle contrattazioni, che hanno evidenziato la persistente debolezza del mercato immobiliare: i nuovi cantieri edili hanno subito un netto calo in ottobre. Il tonfo del 10.6%, sui minimi di sei mesi, ha spinto al ribasso le attivita’ di costruzione sia per quanto riguarda gli immobili monofamiliari che multifamiliari.

Allo stesso tempo, l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un rialzo dello 0.3%, suggerendo che l’inflazione e’ per ora sotto controllo, ma potrebbe non essere cosi’ mansueta come molti economisti si aspettavano e dunque potrebbe presto rappresentare un problema da risolvere per la Fed.

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Salesforce.com, la principale societa’ di software di gestione della clientela sul Web, scivola di oltre il 5%, un calo che per i titoli equivale alla peggiore prova in una singola seduta dallo scorso giugno. Da parte sua Autodesk, la maggiore produttrice al mondo di software per la progettazione, crolla dell’11% dopo aver annunciato che la perdita di posti di lavoro nei mercati core dove opera stanno rendendo la ripresa dell’azienda “difficile” da conseguire.

Sul fronte dei rialzi, si mette in luce Bank of America (oltre +3%), dopo le previsioni decisamente ottimiste espresse da un noto finanziere miliardario proprietario di un fondo hedge.

Dai minimi di 12 anni toccati a inizio marzo, il paniere allargato S&P 500 ha recuperato sino al 64%, con l’economia che e’ uscita dalla fase di contrazione durata quattro trimestri. Il rally di otto mesi ha spinto il valore dell’indice su livelli 22.3 volte superiori agli utili riportati dalle societa’ che lo compongono, il livello piu’ alto dal 2002.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: Global Shippers-SEA +2.1%, Banks-KBE +1.2%, Silver-SLV +1.2%, Agriculture-DBA +1.1%, Agribusiness-MOO +1.1%, Solar Energy-TAN +0.9%, Metals and Mining-XME +0.8% e Realty Majors-ICF +0.8%. Tra i piu’ forti ribassi: Natural Gas-UNG -3.6%, Volatility-VXX -1.6%, Biotechnology-IBB -1.1%, Semiconductors-SMH -1.0%, NDAQ 100-QQQQ -0.9%, Oil Services-OIH -0.9% e Internet-HHH -0.8%.

Alle 18:45 circa il volume di scambio e’ di 440 milioni di pezzi al NYSE e 878 milioni al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1263 a 1677 al Nyse e 882 a 1706 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 155 a 0 al NYSE e 61 a 11 al Nasdaq.