WALL ST.: SALE L’HI-TECH, LA FED NON SPAVENTA PIU’

4 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura di seduta positiva per la Borsa di New York, sulla base del fatto che la Fed alzera’ i tassi nei prossimi mesi, ma in modo graduale e non traumatico. Al termine degli scambi l’indice Dow Jones è avanzato dello 0,03% a 10.317,20 punti mentre lo S&P 500 è salito dello 0,18% a 1.119,51 punti e il Nasdaq dello 0,61% a 1.950,48 punti.

Assorbito il rimbalzo tecnico di ieri, gli investitori hanno condotto gli scambi con un occhio alla riunione del Federal Open Market Committee – il braccio della Banca Centrale americana che si occupa di politica monetaria – accogliendo in maniera sostanzialmente benevola la decisione di lasciare immutato il costo del denaro.

Attesa sin dalla vigilia, la scelta del Fomc ha ribadito la volontà della Federal Reserve di avanzare verso una stretta monetaria – per niente gradita dal popolo della Borsa – muovendosì però con accortezza e circospezione senza forzare i tempi del rialzo. “Il corso accomodante della politica monetaria accoppiato ad una crescita consistente nella produttività – ha infatti osservato il Fomc nel comunicato di fine riunione – sta fornendo un supporto importante all’attività economica”.

Tuttavia giunti “a questo punto, con una inflazione bassa e un allentamento nell’uso delle risorse”, lo stesso Fomc ritiene che la politica accomodante “possa essere rimossa” ad una velocità ancora da definire. Parole – in linea con “la produzione che sta continuando ad espandersi a un tasso solido” e con le assunzioni “che appaiono essere salite” – accolte dagli investitori in modo sereno. Il sentiment e’ di un rialzo dei fed funds certo entro agosto e forse – chissa’ – anche prima, alla riunione del FOMC di giugno (vedi tutti i dettagli in Target News, una delle sezioni riservate agli abbonati a INSIDER).

Tornando alla borsa Usa, il volume e’ stato molto leggero fino al momento della decisione Fed, ma poi e’ tornato sulla media, con circa 1,7 miliardi di azioni passate di mano al New York Stock Exchange e oltre 1,8 miliardi al mercato elettronico del Nasdaq. I titoli in rialzo hanno battuto quelli in ribasso per 3 a 2 su ambedue le borse.

La decisione e sopratutto il comunicato della Fed hanno provocato un leggero rialzo dei tassi di mercato, con il titolo del Tesoro Usa a 10 anni che ha fatto fissare prezzi in calo di 13/32esimi e il rendimento in salita al 4.54%, rispetto al precedente 4.50%.

Tra i singoli titoli azionari, molto buona è apparsa la seduta per Tyco e General Electric, oltre che per Intel, il primo produttore al mondo di chip per computer. Il conglomerato industriale coinvolto nello scandalo Kozlowski è salito del 3,9% dopo avere annunciato una trimestrale superiore alle attese e rialzato le stime sugli 2004, mentre General Electric è avanzata dello 0,4%.

Dal canto suo, Intel (già positiva ieri) ha raccolto lo 0,9% trascinando l’intero comparto tecnologico. Bene, infatti, si sono comportate anche Juniper Networks (+5,6%) e Dell (+1,2%). Sul fronte dei media, invece, giornata storta per la società radiofonica Clear Channel Communications, scesa dello 0,5% pur avendo diffuso una trimestrale superiore alle attese.

Ancora tra i rialzi, spicca il produttore di alluminio Alcoa (-2,5%), mentre finiscono contrastate le case automobilistiche Ford (+0,5%) e General Motors (-0,7%); nonostante la prima abbia visto le vendite di aprile scendere del 4%, mentre la seconda ha riportato vendite – sempre in aprile – in salita di uno striminzito 0,2% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.