WALL ST. S’ACCASCIA, ORA C’E’ TENSIONE (S&P500 a 994)

11 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso per la seconda seduta consecutiva, dopo che gli analisti hanno declassato i titoli di diverse societa’, tra cui Sprint Nextel, MBIA e Yum! Brands (Pizza Hut), oscurando il forte incremento (superiore alle attese) registrato dalla produttivita’ nel secondo trimestre, e proprio mentre oggi e’ cominciata la riunione di due giorni della Federal Reserve che domani confermera’ i tassi tra 0.00% e 0.25%, cioe’ ancora al minimo storico, in funzione anticrisi. Nell’attesa della Fed, gli operatori hanno continuato ad alleggerire il portafoglio, cosi’ il Dow Jones ha chiuso a -1,03% a 9241, il Nasdaq a -1.13% a 1969 e lo S&P500 a -1.27 a 994.

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Sprint Nextel, il terzo maggiore operatore di telefoni cellulari degli Stati Uniti, scivola di oltre il 4% dopo i commenti negativi di Piper Jaffray. Yum! Brands, il proprietario delle catene di ristoranti Pizza Hut e Taco Bell, e’ stata accolta dai sell, appesantita dal downgrade di UBS AG. La principale compagnia assicuratrice di bond, MBIA, e’ crollata oltre il 10% dopo che JP Morgan Chase ha deciso di tagliare i titoli ad Underweight. Pesano inoltre le parole dell’analista Dick Bove, secondo cui gli utili delle banche non miglioreranno nella seconda meta’ dell’anno.

“La maggior parte delle aziende ha battuto le stime degli analisti, ma lo hanno fatto grazie ad una politica di risparmio dei costi”, sottolinea Alan Gayle, direttore dell’asset allocation di Ridgeworth Investments. “Ora le attese del mercato sono piu’ alte. La pressione e’ tanta, ora che il consensus e’ per un inizio a breve della ripresa”.

Se e’ indubbio che questa settimana le notizie societarie positive tardano ad arrivare dopo l’ondata di numeri sorprendenti visti in precedenza, gli investitori hanno comunque avuto modo di ottenere una serie di cifre confortanti in mattinata. I dati del Dipartimento del Lavoro hanno mostrato un forte incremento della produttivita’ nel secondo trimestre, il maggiore degli ultimi 6 anni, che ha battuto le attese degli analisti ed e’ stato accompagnato dal calo piu’ marcato degli ultimi 8 anni dei costi unitari di lavoro.

La continua riduzione dei costi del personale per le aziende americane potrebbe tradursi in un numero inferiore di tagli all’occupazione nei prossimi mesi, il primo passo verso la fine della piu’ grave crisi sul mercato del lavoro dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. Ha sorpreso in negativo invece l’aggiornamento relativo alle scorte di magazzino all’ingrosso, che nel mese di giugno hanno visto un calo superiore alle previsioni. Si tratta del decimo mese consecutivo di ribassi.

Ad attirare l’attenzione del mercato e’ adesso l’esito della riunione di due giorni del Fomc (Federal Open Market Committe) il braccio operativo della Federal Reserve: in corso gia’ oggi dalle 9:00 ora di Washington, la riunione finira’ con la decisione sui tassi e il comunicato domani alle 20:15 ora italiana. L’istituto rendera’ inoltre note le sue previsioni sullo stato di salute dell’economia. Ma quello che maggiormente interessa agli investitori e’ sapere quali strategie la Banca Centrale ha in mente per poter uscire dalle misure straordinarie messe a punto per far fronte alla crisi finanziaria.

Riguardo all’andamento dell’azionario, secondo alcuni analisti il paniere allargato (il benchmark S&P500) scivolera’ sui minimi raggiunti l’8 luglio di 869.32 punti, probabilmente gia’ dalla prossima settimana. Tony Cherniawski, chief investment officer di The Practical Investor LLC prevede che tra settembre e ottobre l’S&P 500 testera’ addirittura i livelli giornalieri minimi toccati il 6 marzo scorso di 666.79.

Sullo scenario che attende l’azionario leggere:

BORSA: ATTENZIONE CHE ARRIVA LA FRENATA, analisi di Maurizio Milano

ALERT AZIONARIO: IL RALLY NON DURERA’ A LUNGO

Nel frattempo prosegue la stagione delle trimestrali: oggi a mercati chiusi si conosceranno i risultati fiscali di Celadon Group (attesi profitti pari a 3 centesimi per azione) e di Western Gas Partners LP. In questo caso le stime sono per un utile di 28 cent per titolo. La travagliata agenzia erogatrice di prestiti commerciali CIT Group, che non ha potuto usufruire di aiuti governativi, ha annunciato invece che pubblichera’ i conti fiscali in ritardo, essendo impegnata in un piano di ristrutturazione che le permetta di scongiurare la bancarotta.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in calo il greggio. I futures con consegna settembre perdono l’1.6% a $69.50 il barile. Sul valutario, l’euro e’ stabile nel dopo borsa nei confronti del dollaro a quota $1.4151. Sale leggermente l’oro a $946.20 l’oncia (+$1.20). In buon rialzo i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6930% dal 3.7710% di ieri.