WALL ST: RIPARTE IL RALLY, HI-TECH IN PRIMA FILA

17 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Gli investitori hanno fatto ripartire il rally interrotto lunedi’, comprando a piene mani i tecnologici. Si moltiplicano anche gli acquisti di finanziari e immobiliari dopo le sorprendenti cifre relative ai nuovi cantieri edili. Il Dow Jones ha chiuso in progresso del 2.48% a 7395.70, l’S%P del 3.21% a 778.12, mentre il Nasdaq ha fatto un balzo del 4.14% a 1462.11.

Il rapporto del Dipartimento del Commercio ha evidenziato un balzo inaspettato dei nuovi cantieri edili e delle licenze di costruzione nel mese di febbraio. Sempre sul fronte macroeconomico i prezzi alla produzione hanno visto un incremento inferiore alle previsioni.

Nella prima parte di seduta il mercato ha avuto un andamento altalenante, prima di spiccare il volo nel pomeriggio. Gli investitori sono in attesa di valutare il documento ufficiale che accompagnera’ la decisione sui tassi di interesse della Fed al termine della riunione di due giorni, che si concludera’ mercoledi’ sera. E’ ampiamente atteso un mantenimento dello status quo sui tassi guida, ma il mercato vuole ottenere maggiori indicazioni sulle future operazioni della Banca Centrale mirate alla risoluzione della crisi.

Secondo gli analisti un punto centrale sara’ costituito dalla valutazione di un incremento dell’ammontare previsto nell’ambito del piano di savataggio per comprare le obbligazioni emesse dalle agenzie immobiliari Usa come Fannie Mae. Altre misure potrebbero includere l’acquisto di Treasuries e bond societari.

La Fed ha gia’ accettato di collaborare con il Tesoro nel tentativo di implementare il programma per far ripartire i crediti al consumo e alle imprese, che l’amministrazione Obama ha precisato potrebbe raggiungere la cifra di $1000 miliardi.

Intanto il governo ha annunciato di aver iniettato nelle casse di 19 banche $1.46 miliardi nell’ultimo di una serie di finanziamenti previsti nel piano di rilancio del sistema finanziario da $700 miliardi. Il nuovo aiuto porta il totale pagato per rilevare i titoli delle banche a $198.5 miliardi.

Brett D’Arcy, chief investment officer di CBIZ Wealth Management, sostiene che i trading degli ultimi due giorni sono “un gran bel segnale” perche’ significa che gli investitori non vogliono intascare subito facili profitti. Segnalano la presenza di un momentum positivo e indicano che i mercati stanno formando una base da cui ripartire.

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A guidare i rialzi il settore finanziario, con il benchmark settoriale che fa un balzo del 6.5%. Particolarmente richiesti Citigroup (+7.7%), JP Morgan (+8.88%), Goldman Sachs (+5.42%) e General Electric, che ha una importante divisione finanziaria. Quest’ultimo sale di oltre il 3.5% sulle attese di un ritorno alla profittabilita’ di GE Capital nel primo trimestre.

Tra le notizie societarie, il gigante dell’industria della telefonia mobile Nokia ha dichiarato che attuera’ un taglio alla forza lavoro per 1700 posti. Annuncio di nuovi tagli anche da parte di Caterpillar. Perde terreno il titolo del gigante dell’alluminio Alcoa (-8.66%), dopo l’annuncio del taglio del dividendo.

Si mette in evidenza nel comparto dei tecnologici Apple, che ha annunciato l’aggiornamento del sistema operativo del suo fiore all’occhiello iPhone, che comprendera’ una modalita’ copia e incolla e un miglioramento delle funzioni di ricerca. Apple ha chiuso in rialzo del 4.44%.

Dopo il suono della campanella il gruppo software Adobe Systems (in progresso del 3.7%) riportera’ i risultati trimestrali. Rimanendo sempre all’interno del comparto, si sono susseguite alcune voci secondo cui Google sarebbe interessata a rilevare una nota societa’ di viaggi online. Dell da parte sua ha annunciato il lancio di una nuova serie di portatili ultrasottili.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio chiude sopra quota $49 il barile sui massimi di 3 mesi. I futures con consegna aprile salgono di $1.81 (+3.8%) a $49.16 al barile. Sul valutario, si rafforza ulteriormente l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ il cambio tra le due valute e’ di 1.3008. In ribasso l’oro a $916.80 l’oncia (-$5.20). In flessione i prezzi dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul benchmark decennale sale al 3.0030% dal 2.9510% della chiusura di lunedi’.