WALL ST. RESTA DEBOLE, CITI RECUPERA CON BERNANKE

25 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ giornata i listini americani procedono al ribasso. Dopo il buon rialzo di ieri gli operatori hanno ripreso un atteggiamento difensivo, ancora incerti sulle sorti delle banche e sull’efficacia del piano di stimo economico annunicato dal governo. La reazione degli investitori al primo discorso del presidente Obama al Congresso, a camere riunite, non ha esaltato particolarmente Wall Street, mentre nuove rassicurazioni sono giunte dal n.1 della Fed Bernanke che, nel secondo giorno di fornte al Congresso, ha allontanato ulteriormente la minaccia di una nazionalizzazione delle banche.

Il settore bancario resta debole a causa delle preoccupazioni relative all’esito dello “stress test” da condurre sugli istituti bancari che ne determinera’ lo stato di salute, la capacita’ di reazione alla crisi e l’efficacia nel caso di un deterioramento delle condizioni.

A risollevare alcuni titoli del comparto dai minimi, tra cui Citigroup, sono state comunque le ultime dichiarazioni del presidente Fed Bernanke, secondo cui la nazionalizzazione del gruppo non e’ necessaria. Il titolo, che perdeva oltre il 10% in mattinata, ha girato in positivo, realizzando un rialzo del 2% circa. In recupero anche Bank of America. Merrill Lynch aveva stimato in mattinata una perdita di $15.8 miliardi per il gruppo, piu’ di quanto stimato in precedenza dagli stessi analisti.

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Notizie negative sono giunte ancora dal settore immobiliare. Nell’ultimo mese le vendite di case esistenti hanno regitrato una contrazione del 5.3%, attestandosi ai minimi livelli degli ultimi 12 anni. Il dato ha deluso le attese, l’intero settore delle costruzioni ne sta risentendo. Nell’ultima settimana sono risultate in calo anche le richieste di mutui ipotecari

Sugli altri mercati,nel comparto energetico, in forte rialzo il petrolio dopo il rilascio dei dati sulle scorte. I futures con consegna aprile sul petrolio segnano un progresso di $2.24 a $42.20 al barile. Sul valutario, scende l’euro nei confronti del dollaro a quota 1.2736. Stabile l’oro in area $970. In calo i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 2.8660%.