WALL ST. PROSEGUE IN CALO: IL RALLY E’ A RISCHIO

31 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

Da Shanghai a New York, le Borse di tutto il mondo perdono terreno, con i listini azionari che accusando una battuta d’arresto dopo sei rialzi mensili consecutivi dello Standard & Poor’s 500. A pesare sono in particolare le prestazioni sottotono dei titoli legati alle materie prime, sulla scia del deprezzamento di metalli e greggio. La lettera si abbatte anche sulle banche, penalizzate dai timori che il rally partito a inizio marzo si sia spinto ben oltre il valore dei fondamentali societari.

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A guidare i ribassi delle borse mondiali e’ la Cina, dove l’indice composito di Shanghai ha fatto un tonfo del 6.7%, entrando in una fase ribassista. Tra i singoli titoli, particolarmente deboli i colossi minerari Alcoa e Freeport-McMoRan Copper & Gold e il gigante petrolifero Exxon Mobil, dopo che il rame ha subito il calo piu’ marcato degli ultimi due mesi, mentre il petrolio e’ scivolato sotto quota $70 al barile.

All’interno di un settore bancario particolarmente debole a meta’ seduta, spicca la prova negativa di Morgan Stanley (oltre -3%), colpita dal declassamento di Bank of America, che giustifica la sua decisione citando i guadagni dell’84% accumulati dai titoli dall’inizio dell’anno.

“Dal punto di vista economico, al momento la Cina e gli Stati Uniti sono strettamente legati tra loro”. ha osservato Michael Binger, fund manager di Thrivent Asset Management, precisando che “i mercati azionari dei due Paesi sono destinati a muoversi a braccetto”.

L’indice MSCI Asia Pacific e’ scivolato sulle speculazioni che Pechino avrebbe intenzione di rallentare le attivita’ di prestito bancario e secondo cui i fund manager starebbero pensando a ridurre la loro esposizione sull’azionario. Il tracollo cinese ha finito per alimentare la domanda di yen, un asset considerato relativamente sicuro, mettendo pressione di conseguenza sul dollaro.

Sul fronte macro, la nuova accelerazione del business manifatturiero non basta a sollevare il morale degli investitori. In agosto il Chicago PMI e’ cresciuto a quota 50, limite superato il quale si ha un’espansione delle attivita’.

Tutti i settori scambiano in rosso al giro di boa, ma i produttori di energia e materiali di base sono tra i piu’ colpiti dalle vendite, accusando in media perdite superiori all’1.7%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio scambia in ribasso. I futures con consegna settembre cedono $3.21 a $69.53 al barile. Sul valutario, l’euro si rafforza nei confronti del dollaro a quota $1.4343. Arretra anche l’oro a $951.70 l’oncia (-$7.10). In rialzo i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.4300% dal 3.4580% di venerdi’.